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EDIZIONE STRAORDINARIA

 
EDIZIONE STRAORDINARIA

Buona sera signori e signore. Interrompiamo momentaneamente i racconti della serie Farters Town per trasmettere un’edizione straordinaria riguardante fatti molto importanti per il paese.
Esattamente un anno fa il nocciolo duro trasmetteva il primo articolo sull’Angolo del Nocciolo Duro appunto. Da quel giorno ne è passata di acqua sotto i ponti e molti articoli sono stati scritti per la gioia dei lettori che via via si sono fatti sempre più numerosi: un po’ come una palla di neve lanciata dalla cima di una monte: quando è giunta a valle è grande come Giuliano Ferrara.
E noi lo vogliamo ricordare questo anno. Un anno pieno di vicende importanti per quanto riguarda la storia nazionale e mondiale: la guerra in Iraq su tutte, l’attentato ai militari italiani, politica interna ed estera, terremoti, caldo record, il caso acquabomber, gli scioperi, i crack Parmalat e Cirio e tutto quello che ha cambiato la storia.
E lo Sport? Il Perugia che vince l’Intertoto e vola in Coppa Uefa, poi è capace di non vincere neppure una partita in 21 giornate di campionato con gare rocambolesche (vedi Siena, Sampdoria, Brescia, Bologna) e sfortunate. Gli arbitri c’hanno messo lo zampino, gli eurogol avversari (vedi Taddei, Chevanton, Flachi, Rui Costa), una squadra non completamente all’altezza della situazione.
Tutto aggravato dalla Ternana.
E il resto dello sport? La pallavolo femminile che vince scudetto e Coppa Italia, quella maschile che resta in A1, il calcio a 5 in gran spolvero.
E poi c’è, per ampliarci a livello nazionale, la barzelletta Inter che non finisce mai, lo scudetto dei gobbacci, la finale di champions League, le fideiussioni false ed il maledetto “Caso Catania”: una vera e propria sciagura per il Grifo. Sotto tanti punti di vista, da quello arbitrale a quello gestionale.
Senza tralasciare tutti gli altri sport, chiudiamo con il ciclismo, con SuperMario Cipollini campione del mondo non invitato al Tour, e con le morti choccanti di Zenette, Jimenez e la recente scomparsa di Marco Pantani. Senza tante parole retoriche e inutili: parla la storia, parla l’affetto della gente, parlano le scritte sulle strade del Giro e soprattutto parla la leggenda, il mito che niente e nessuno può infangare: quello del Pirata.
Fra tutte le vicende dimenticate e non, a tal proposito scusate se magari ho dato più spazio allo sport anziché alla storia sociale, politica ed alla cronaca. E scusate se mi sono soffermato sul Grifo, per chi magari non è suo tifoso e mi scuso anche con gli interisti per aver messo il dito nella piaga. Con ternani e juventini non mi scuso affatto. Dicevo, fra tutte queste vicende la saga del Nocciolo. E noi lo ricordiamo così.
Ha tenuto banco il viaggio in Spagna e questi sono un po’ di assaggi presi qua e là.
Tratto da “Il ritorno del Nocciolo”, il momento della partenza:
“02/03/2003 ore 23.00: partenza da Perugia. Il furgone, guidato con estrema noncuranza da Canizzo, sfreccia per le strette vie del centro sfiorando auto, specchietti delle auto, vecchi e bambini. Reazioni dei passeggeri: Canizzo si pronuncia solo con "che bù, eeee vabbuò"; la fila centrale era ignara di tutto e perciò tranquilla; la fila di destra (Mario su tutti) aveva la faccia sbiancata e gli occhi rossi (ma questo per un altro motivo).”
Mario Show, tratto da “Se questo è un uomo”. Tra l’altro si è saputo che Bernardo ha tolto alcune foto esilaranti dal sito. Ci occuperemo anche di questo. Bernardo Bernardo Rosy Bindi Rosy Bindi eh nnonnonno eh nnonnonno.
"Chiama lBernacca, Mario, che semo a 'na trentina di km da Valladolid."
"No, tocca chiamà quella ch'abita con lù, m'ha dato l'numero."
"Chiamela allora."
E sì e no e si e no e "chiamela tu" e "ma che glie dico" e tra 'n'insulto e l'altro parla Lorenzo, alla guida in quel momento: "Semo quasi arrivati."
Canizzo: "Eee Mariò e chiama e ssù, a fiss'e'mammeta."
Mario sfruttando tutto il suo savoir faire lubrifica la propria gola con un bel rutto e: "M'avete sfondato i coglioni, brutti drogati cacacazzi…
…Dov'è l'numero de quella m#ç§@££% (madò forse era meglio taglià del tutto sto pezzo)."
E chiamò.
Un bambino di due anni e mezzo prende il telefono della madre e compone un numero a caso, pronuncia parole farfugliate e sconnesse e poi neanche chiude la conversazione. No signori e signore, Mario non era paragonbile a questo bambino. Mario non riusciva nenche a comporre il numero: va bè forse ho esagerato, ma rende l'idea di come stava.
La telefonata fu un monologo... ma Mario non pronunciò parola fino a: "Ho capito, ciao ciao."
Silenzio.
Passa ancora del tempo, guardo Mario che fa altrettanto e dico: "Ma tu ncè capito ncazzo."
Risate, ma chi rideva con più gusto sapete chi era? Mario. Non c’aveva capito niente per davvero.“
E quante se ne sono dette sul povero Marione: questa parentesi è tratta da “Ritorno a Casa”:
“Sogni nel cassonetto: traffico e consumo internazionale di droga, violazione delle banche dati del Pentagono, segnare veramente 20 gol (sovvertiamo le regole della natura?), dare alla buca nel divano la giusta forma del suo culone. “E segna sempre lui, e segna sempre lui: si chiama Mariolone, si chiama Mariolone…” è il grido d’incitamento dei tifosi che troppo spesso devono sopprimere il proprio urlo in gola, causa i troppi errori della punta spuntata.”
Ma torniamo al viaggio in spagna: questa era l’attività nella casa del grande corbello (che poi sarebbe Bernardo). Da “Farters Live”:
“Era l’alba del 6 marzo 2003.
Vivo quel giorno con surreale ambizione del benessere, stando molto attento affinché la situazione neuro-vegetativa marioloniana e la centrifuga bloccata sul tasto “velocità smodata” dell’uragano Aimone, che dopo aver provocato morti e distruzione in Messico e in Florida stava dirigendosi in direzione cucina a fare razzia sul continente Frigorifero, già povero di per sé, non collimassero tra loro. Diego riusciva a mantenere la calma di un lord inglese che non si scompone nemmeno se un cingolato transita sulle proprie ginocchia, mentre Lorenzo è desideroso, smanioso, ansioso di uscire, di farsi travolgere dalla mondanità cittadina, dall’esplorazione delle vie, della gente, delle culture, dell’emisfero femminile. Su altri fronti della casa la vita scorreva quieta sotto gli occhi di ghiaccio del Colonnello venuto dal Salento ,fredda sì, col pugno di ferro sì, ma con un nucleo dolce indurito solo dalla coabitazione coatta con Bernardo il quale, quella mattina vagava per casa in evidente stato confusionale. In pigiama, con il foulard intorno al collo e gli occhiali si spostava da un ambiente all’altro rigorosamente a piedi nudi emettendo suoni gutturali; in poche parole faceva dei bei e sani ruttoni con la scusa di fare prove per la propria e delicata voce. Chiaramente altre specie in evoluzione all’interno dell’ecosistema casa, vedi Canizzo, rispondevano qua e là con altri rutti: sembrava di essere nella foresta preistorica al tempo dei dinosauri. Fatto sta che questo nuovo tipo di linguaggio funzionava: metteva in circolo le idee, i propositi e ben presto tutta la casa era attiva e viva. All’improvviso si vide, quello che sembrava solo un cuscino, un copridivano, a muoversi lentamente. Spunta una testa da quel sacco e anche Jacopo viene alla luce. Guarda dal basso verso l’alto il mondo come se lo vedesso dallo spioncino di un portone, divincola gambe e braccia per liberarsi del sacco a pelo: non riuscendoci strisciò per un metro e la prima frase che udì in questo mondo ostile fu di Mario, che disse “…che merda, Jap…”. Mario tornò allo stato neuro-vegetativo e Jap strisciò ancora per mezzo metro per sfuggire allo sguardo fisso rotuleo ossessionato del Tigno, cioè il mio sguardo.”
E veniamo a quei 4 suonatori di nacchere. Tratto sempre da “Farters Live”:
“Espletati tutti gli adempimenti del caso, scendi la rampa di scale, fai il solito slalom tra la folla e passi in mezzo a una marea di gente e il palco si apre davanti a te.
Poco più in alto, un ragazzo in calzoni, rossi, camicia blu e cravatta sta per esibirsi nel numero del clown. E’ in cerca del suo naso rosso ed ha una chitarra di colore chiaro tra le mani. Giro lo sguardo a sinistra e si vede colei che è l’emblema del circo: la donna cannone che ha rubato il naso rosso al pagliaccio. Anche lei ha qualcosa tra le paffute mani, un basso mi sembra. Il clown cerca di strappare il naso alla donna cannone, dribbla il microfono, si trova a tu per con lei, finta, doppio passo e la ubriaca con una veronica da campione. Le agguanta il naso tira, tira più forte ma il naso non viene via. E non viene via perché è vero il naso ed è rosso perché la donna cannone è già ubriaca e non per via della veronica. Cadono e finiscono a gambe all’aria, risate del pubblico e prende via il numero della scimmia vestita con maglietta e jeans: tiene in bilico i piatti con le mani e la bocca su aste lunghe 1 m, mentre con i piedi fa il rullo di tamburi. Un piatto cade in testa alla donna baffuta che si accende tre pacchetti di sigarette contemporaneamente. Ha una chitarra scura in mano e la barba le si imbriglia sulle corde e prende fuoco per i tizzi delle sigarette. Finita l’emergenza con l’intervento dei vigili del fuoco e l’accalappiacani, intenta a tenere a bada il Tigno al piano di sopra perché gli è sfuggito un non pagante (c’è anche l’FBI a tenere d’occhio i movimenti di Canizzo, Diego e Lorenzo), il clown da inizio al vero show.”
Questi qua erano pure tipi sportivi, sentite chi si presento per giocare una partita di Basket. Da “La Sfida”:
“Buonasera dal vostro inviato: qui la temperatura è fresca, il campo in perfette condizioni. Tra poco agli ordini del Signore Aiutaci Tu stanno per scendere in campo i quartetti base di questa sfida epica di street basketball. Da una parte, The Infarters Band: Bernh, la tigre del ribaltabile ; Aimone, il rompicoglioni del versante tirrenico; Marione, la patata delle McCain e Jacopo, la capra di Case Bruciate.
Dall’altra parte, i Cumuli Nembi and Cricket Club: Lorenzo, il filosofo del bassoventre; Diego, il vichingo del tappo di sughero; Canizzo, encefalogramma piatto e Marchino, il killer tascabile e facile da usare.”
Ed Ancora: “ Complice una condizione fisica umiliante e una mancanza totale, per quanto riguarda la maggior parte dei giocatori, di una minima conoscenza delle regole del gioco del basket, ecco che vengono fuori alla distanza le doti insospettabili di uomo-boa di Mario. Tutti i palloni passano dalle sue parti: ed è solo un dettaglio il fatto che lui non se ne accorga nemmeno.”
E veniamo ai deliri di onnipotenza del Nocciolo: tratto da “Autumn in Perugia”:
“Al supermercato tra scaffali e caroprezzi dicono che ne abbia tutti i mezzi; dal barbiere dopo taglio e rasatura c’è il totocandidatura e dalla parrucchiera, che delle pettegole è il regno, se ne parla senza ritegno. In banca poi, tra bonifici, rapine e interessi tipo usura, nessun dubbio e paura: vincerà l’uomo di bassa statura. Ovunque è una mania, persino in Romania. Pensate che al sarto gli è già venuto un mezzo infarto e la biblioteca vuole il premio nella teca ma è già promesso all’enoteca. Al bar mi dicono “Ciao Zar”; tutti a ciarlare, ciarlare e ancora ciarlare: in Comune hanno pure smesso di lavorare, non che prima lo facessero, bisogna pur dir quel che è vero. Vie, piazze, negozi, rioni, fabbriche, discariche, cantieri, aule giudiziarie: in poche parole il giudice e l’operaio discutono dal macellaio e non solo loro attendono che dal cielo piova questo dono, che dia gioia pure al boia che mangia olive in salamoia.” E si parlava del premio pulizer, mica di quisquilie e pinzillacchere come avrebbe il Principe Antonio De Curtis.
E tanti altri spezzoni si potrebbero citare, ma andate a leggerli o rileggerli, se volte turbare le vostre menti. Ma non fatelo se questo può offendere il vostro senso del pudore.
Non dimentichiamo inoltre l’impresa in cui si sta cimentando il Nocciolo, da noi oggi celebrato: Farters Town. “Inquitetante e avvicente”, The Times; “Sferzante”, The Sun”; “Mozzafiato, a tratti inquietante”, Le Monde; “Hitchcock, Christie e Leone mescolati per una storia affascinante, Il Foglio; “via i sudisti da Farters Town”, La padania; “Struggente, passionale, epico”, “Il Giornale di Sicilia”; “Ecco le Foto di Mario nudo”, Novella 2000; “Suspence, azione, ansia. Non adatto ai deboli di cuore”, “As”, Striscia la notizia esce con un presunto scoop: “Farters Town non esiste e non è mai esistita, Nocciolo attapirato uah”. Il Nocciolo replica: “Ma vaffanculo và, fortuna che mantengo sempre la calma di Sgarbi e Del Noce”. Ed i risultati si videro non appena la nube di polvere torno a stendersi a terra.
E chiudiamo con la riedizione del primo articolo datato 22 febbraio 2003, o meglio come lo riscriverebbe il Nocciolo ad un anno di distanza. Arrivederci.

“Cari internettofili, punkettomani, ninfomani e prodigi senza tempo, la creatura che aveva preso forma più di un anno fa, vive: il portale The Farters (il che non è la notizia fondamentale) e con esso l'evento della stagione.L’Angolo del Nocciolo compie un anno.
In tale spazio mi si riservò la libertà gentilmente concessami (se con un'arma puntata alla tempia si può dire così) dagli squisiti gentiluomini che sono i Farters.
Veniamo al succo del discorso: quest'angolo doveva essere dedicato ai commenti, alle tignate ed a tutto ciò che poteva suscitare le vostre ire. Ringraziando di nuovo quelle persone che non hanno di fatto mai aperto tale spazio, sono fiero di ricordare che dissi: “darei inizio alle danze.Grazie.” E continueranno per molto tempo, finchè dura….

”Un complimento va fatto all'autore del sito” dissi, ma ora dico “una zampata sul culo in modo da colpire anche i testicoli va data all’autore del sito”, Mario, che visto all'opera sembra Dennis Nedry il programmatore dei computer del film "Jurassik Park" (che stronzi questi programmatori).
Non si è smentito mai il cantante che nel forum ha delirato senza controllo. Lui insieme al fratellino cercano di tenere incollata la band: che tenerezza, sembra quasi una storia strappalacrime. Perchè non conoscete il fratellino sennò gli strappereste qualcos'altro. E dopo un anno lo dico: le interiora gli strappereste, tenero e dolce spaccacoglioni altrui.
Nomino il chitarrista Jacopo solo perchè c'è scritto nel contratto, ora quasi in scadenza. L’Inter si interessa a lui per la panchina del prossimo, l’attuale ha una zampa rotta.
Per il momento, essendoci state storie, fatti, omicidi, direi che è tutto scritto in un anno di Nocciolo Duro.
Continuate a seguire numerosi la rubrica, e se pensate che questo primo anno sia stato un successo, inaspettato, attendetevi di peggio; il secondo deve ancora arrivare e nella prossima puntata si narrerà della preistoria di Farters Town con L’Emporio Righington al centro della vita commerciale della cittadina. Prosegue Farters Town, per intenderci e vi terrò sulle spine fino alla fine. Ciao e alla prossima.

P.S.: potrebbero essere aggiunti altri spazi all'interno dell'Angolo come "le mille e una gotta", "come lucidare la pelata", "Speronare auto in strade sterrate", "Risale nel treno in corsa", "Barattare la propria vita con una spazzola tergicristalli", "Occultamento di prova", "Dov’era tra le 11 e 11,30 del 24 ottobre 1994? Ecco una serie di scuse valide", "Saltare di palo in frasca", "Plastico, che comodità!" e se avete gradito "Granite e granate" ecco per voi “Il maitre col metro e il mitra nel metrò” Per palati fini. Per spazi sentimentali vorrei essere utile ma Bernardo il cantante è l'addetto ai lavori per “Capire le donne”, lui…che non capisce un cazzo. ogni giovedi solo per voi in diretta risponderà alle vostre domande. In omaggio per chi chiamerà ci sarà una maglietta con il suo indirizzo ( per chi avrà voglia di dargli tante legnate, e non sarete in pochi)! Chiudo con le stronzate

Hey ho let's go!!!!!!!!!”


Dedicato a Marco Pantani



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