The Farters Web
 

Foto e commenti: tra anonimato e censura

 
La notte mi ha portato consiglio e dal cilindro è sbucato sto benedetto coniglio.
L’Angolo del nocciolo subirà radicali cambiamenti e tornerà in un qualche modo alle origini.
Presto capirete perché. Prima devo capirlo io.
Ora parliamo di temi scottanti che tanto hanno messo in subbuglio l’area insurezional-popolare dei centri di coordinamento Farters Club.
“Le foto dei concerti” potrebbe essere il titolo per una puntata di Nonsolomoda. Ma l’argomento è molto più serio di quel che si pensi. Come in ogni processo evolutivo di una comunità, spinto alla ricerca di democrazia e benefici sia materiali sia spirituali, si verifica puntuale il famoso effetto boomerang.
La sezione “foto” era stata creata con l’intento di poter lasciare una documentazione ai visitatori del sito. Documentazione storica in primo luogo; occasione d’intrattenimento spiritoso e simpatico in secundis. Fin qui non ci sarebbe nulla che potrebbe far pensare a malumori di alcun genere, visto che non ce ne sarebbero i motivi.
Poi cosa è successo. I finanziamenti per la ricerca scientifica hanno prodotto importanti scoperte in materia informatica. Tant’è che un pool di esperti, capitanati da Marione e spinti dalla passione e incitazione di Bernardo, sono riusciti ad inserire la possibilità di commentare tali foto.
Non sapevano a cosa andavano incontro, questi pionieri. Pensavano di aver creato un qualcosa che avrebbe portato progresso e un miglioramento della socialità all’interno della comunità del sito. Possibilità di dialogo, di esprimere il proprio pensiero attorno ad una foto.
E qui sta il punto: concedi un dito e loro si prendono tutto il braccio. La scelleratezza di qualche inconsistenza flaccidulenta contenuta nelle scatole craniche, sta transumando l’aria festosa del sito verso lidi limacciosi. La volgarità di certi commenti ha saturato l’aria con uno sgradevole odore di cacca. Quel che un tempo poteva considerarsi invalicabile, è stato scavalcato con estrema facilità: parlo del limite della decenza, dell’offesa e della mancanza di autoregolamentazione morale.
C’è un limite che non è stato oltrepassato, a dire la verità, ed è quello della vigliaccheria. Chi lancia il sasso e nasconde la mano ha paura di cosa? Di essere riconosciuto e lapidato? Di far conoscere al mondo che razza di ignorante e volgare caprone egli è?
Ritengo che ci siano persone anonime che abbiano necessità di alzarsi la mattina alle otto, prendere una zappa o una vanga e andare a lavorare nei campi. Ardere sotto al sole e rientrare in casa dopo il tramonto. Dopodiché con le mani grettate e la lingua stesa come un tappeto rosso sulla scalinata di Piazza di Spagna, voglio vedere se hanno la forza di andare a pigiare il tasto di accensione del computer.
La risposta non è la censura, Bernacchione, che togli le foto, dando vittoria alla stupidità della risibile intelligenza anonima.
C’è una categoria ben peggiore degli anonimi: quelli che si firmano col nome di un altro. Entra in gioco la diffamazione, il far credere il falso. A loro augurerei tutti i guai di Enzo Tortora, se sanno chi è, visto che molto probabilmente per loro il presidente degli Stati Uniti è Harrison Ford.
Certo, se uno si firma anonimo ma ha commentato con una frase da Nobel per la Letteratura, ben venga. Ma siccome la maggior parte delle volte non è così…
Torniamo alla censura delle foto, anche perché è palese il conflitto di interessi che c’è tra le foto tolte e il Bernh. Prima opzione: cernita delle foto prima della pubblicazione, ma sarebbe gioco scorretto; seconda opzione: lasciare che chi è insultato si difenda da sola. Perché qui si fa discriminazione sulla tutela delle persone, Bernacchione. Sottolineo che la foto della Lucia non l’hai tolta (come mi ha fatto notare Lorenzo, fratello dello Jap) ed hai fatto bene. Lei, se voleva rispondeva da sola e si difendeva come un leone. Se poi c’è la richiesta esplicita della cancellazione, soccombiamo con dispiacere al volere dell’interessato. Attendo l’ondata di insulti….ma tanto saranno anonimi o sotto mentite spoglie, ossia di braccia strappate all’agricoltura e cazzi strappati ai gatti.

Veniamo ora alle novità annunciate. C’è la volontà da parte del Nocciolo, oltre che di sco…scoprire nuove chicche sulle cecche fartersiane, di stupirvi con una sorpresa che poi tanta sorpresa non sarà dopo quello che sto per dirvi. Su questa rivista non sarà più pubblicato Farters Town. Posate le pistole, l’appuntamento sarà per il prossimo anno…speriamo. E’ una promessa. Visto che qualcuno cominciava a stancarsi della lentezza delle pubblicazioni, mi riprometto di farvi la sorpresa con l’edizione integrale su formato cartaceo. Si torna all’antico, i Farters in primo piano e sarà il primo passo per il fallimento del Nocciolo. Ho solo una richiesta da farvi: sondaggio popolare su “Dillo al Nocciolo”: volete che prosegua con la storia sulle vacanze al Summer Jamboree? C’è un tot di si da superare, al di sotto di esso sarà interrotto pure quel racconto.
In questi ultimi tempi è vero che ho scritto poco e il Bernh e non solo, mi incitano a scrivere più spesso. Purtroppo ci sono periodi in cui scrivere per è proprio impossibile, visto il tempo e le risorse psico-fisiche che il lavoro mi occupano. Certo che se il Bernh la smettesse di rompere i cosiddetti come se fosse il mio datore di lavoro, gliene sarei grato: d’altronde sono un artista e gli artisti non vanno messi sotto pressione, ma sotto con l’automobile.
E’ tutto, grazie per l’attenzione e continuate a tenervi aggiornati con L’angolo del Nocciolo Duro. Tornerete a vederne, anzi a leggerne delle belle.



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