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Il paradiso all'inferno

 
(Questo articolo presenta sani principi di peruginità antiternana, per cui se ciò può turbare il vostro pudore, non leggetelo. Per tutti gli altri: godetevelo tutto)

Un brusio di voci arrivava alle mie orecchie mentre mi accingevo ad entrare nel sottopassaggio della stazione ferroviaria Fontivegge di Perugia. Arrivato a metà percorso del sottopassaggio, si sentiva scandire all’unisono il grido di battaglia: LOOLLOLLOLLOLOLLOO LOOLLOLLOLLOLOLLOO IL TERNANO E’ BASTARDO IL TERNANO E’ BASTARDO. Un brivido mi sale dalla schiena fino in cima al collo, il petto si gonfia d’orgoglio e l’adrenalina comincia a farsi sentire come l’acqua che bolle sbuffa sotto il coperchio della pentola. Una volta giunto in cima alle scale scoppia fragoroso LA MAMMA DEL TERNANO E’ ‘NA PUTTANA LA MAMMA DEL TERNANO E’ ‘NA PUTTANA LA MAMMA DEL TERNANO LA MAMMA DEL TERNANO LA MAMMA DEL TERNANO E’ ‘NA PUTTANA…. a cui mi associo con calorosa partecipazione.
La stazione era invasa dai colori biancorossi: cominciava la trasferta in treno verso Terni.
C’era grande entusiasmo per un evento che non si verificava in campionato da ben dodici anni. In questi anni ha sempre serpeggiato, nelle lotte silenziose tra i gruppi ultrà, l’odio e l’accesa rivalità. Ma la grande occasione di tornare a far esplodere il vulcano era lontana, vista la diversa storia che aveva separato i due club, sicuramente più gloriosa per il Grifo. La parentesi del ’99 in Coppa Italia, sportivamente non fece che ribadire la superiorità perugina e per le curve fu l’occasione per rivendicare azioni, fatti, odio rafforzato avvenuti nel recente passato in cui Perugia e Ternana non si poterono affrontare: storie di striscioni rubati, lancio di sassi (sport nazionale a Terni) e quant’altro poteva essere oggetto di sfottò.
Intanto tra canti e scene deliranti, il treno, partito all’arrembaggio del nemico, attraversava le stazioni dei paesi dell’Umbria e una dopo l’altra furono invase dalla scia del tifo della Curva Nord.
L’entusiasmo e la voglia di arrivare, il desiderio di vederli tutti in faccia, di invadere l’aria con l’ombra minacciosa del Grifo rampante, maschio, forte, biancorosso, perugino, animava tutte le carrozze del treno.
Finalmente eravamo arrivati. L’esperienza e il carisma dei veterani tiene coeso il gruppo; coi pulmann (pochi) arriviamo molto lentamente sotto al nostro settore. Eravamo giunti all’inferno. Dall’alto piovevano le bombe carta, la polizia caricava da una parte, dall’interno tifosi in soccorso di quelli rimasti fuori dai cancelli. Poi minuti di calma piatta, cancelli spalancati e via…dentro allo spicchio di Perugia. La vista si apre su quindicimila merde rossoverdi. Insulti, cori e poi spazio alle coreografie. La partita sta per cominciare, la tensione sale e viene scaricata in cori e canti contro i ternani. La visuale del terreno di gioco dallo spicchio perugino, che non era il solito dedicato alle tifoserie ospiti, proponeva una prospettiva angosciante delle azioni da gioco.
Nel frattempo le formazioni erano scese in campo e si erano schierate nelle loro rispettive metà. Il Perugia indossava la divisa bianca a righe rosse.
L’arbitro Squillace di Catanzaro, coadiuvato dagli assistenti Comiso e Farina, entrambi di Torino (almeno hanno preso una sola macchina: evidentemente è tempo di risparmi per i vertici del calcio), fischia il calcio d’inizio della partita. Sugli spalti si sta con un occhio verso le merde e con l’altro si guarda la partita. La gara non comincia bene per il Grifo, ma se c’è una cosa che i tremila biancorossi hanno fatto, è stata quella di cantare, incitare gli undici leoni perugini, anche e soprattutto quando ce n’era più bisogno. E se c’è un’altra cosa che hanno fatto, è stata quella di mandarli costantemente a “’ffanculo”, ma tanto c’erano già, ci vivono tutti i giorni. Che novità del cazzo. Sopraffatti i ternani in tutto e per tutto: la minoranza del tifo perugino e soprattutto Ingrifato, ha la meglio su tutto lo stadio ed è una cosa che sarà ricordata a lungo.
Mister Colantuono parte con il 4-3-3. In porta torna Kalac: 202 centimentri di ignoranza. In difesa da sinistra a destra: Sua Maestà Mich Maurone Milanese, Guglielmo Tell Stendardo, l’uomo dalle origini sfortunate ma gran centrale e bandiera del Grifo, Marco Di Loreto vicecapitano e il marocchino Aliuoi, che gioca al posto dello squalificato Coly, espulso nella gara interna con l’Empoli. Centrocampo cazzuto con Irruenza Del vecchio, l’ex napoletano Bernini e il redivivo Fusani. Le frecce nell’arco del Grifo sono l’ex muratore con l’hobby del “ferro e fuoco” sulla fascia destra Ferreira Pinto, Jaroslav “Genio dai Balcani” Sedivec e…rullo di tamburi…colui che è. Quando si ha il Grifo impregnato fin sul midollo, quando si è perugino, quando si è venuti alla ribalta con la stessa maglia del Perugia nella seconda metà degli anni ottanta, quando si è vinto tutto quello che c’era da vincere, quando si segna un gol in finale di Champions League come quello che lui ha fatto, quando si torna a fine carriera ad indossare la maglia del cuore per salvare la barca che affonda e segna subito su punizione a Siena, quando la barca alla fine affonda ma lui è l’unico a cercare di mantenerla a galla, quando lotta per la riconferma, quando è ancora qui per ritraghettare il Perugia da dove l’hanno tolto, quando scende al Liberati col Grifo tatuato sulla spalla e la fascia da capitano al braccio e solo Dio sa la carica che porta in corpo, allora si grida ad uno stadio intero il suo nome: FABRIZIO RAVANELLI. In panchina siedono il secondo portiere Squizzi, Ferrigno (tenetelo a mente), Do Prado, Di Francesco, Muntasser e Mascara.
E questa è la formazione della Ternana: Berni;Bono, Troise, Fattori, Peluso, Di Vicino, Migliaccio, Kahrja, Russo, M. Vieri, Salgano. In panchina: Moreau, Wahab, Montero, D’Isanto, Giannone, Jimenez, Frick. All.: Brini.
L’aspetto più fascinoso di tutta la situazione sta nel fatto che è la Ternana a partire meglio: al quarto minuto Salgado riesce ad anticipare il portierone Kalac, ma alzando sopra la traversa.
FORZA GRIFO FORZA GRIFO EH EH FORZA GRIFO FORZA GRIFO EH EH in sottofondo dal settore ospiti ed al settimo rabbia mista a voglia di rosicchiare la testa ad un ternano: Ferriera Pinto scivola al momento del tiro da dentro l’area di rigore, dopo che era stato servito da un lancio di Sedivec.
Incessante l’urlo dei tremila, OHOOO OHOOO FORZA PERUGIA ALE’ CONQUISTA LA VITTORIA CONQUISTALA PER NOI OHOOO OHOOO FORZA PERUGIA ALE’ CONQUISTA LA VITTORIA CONQUISTALA PER NOI OHOOO OHOOO. Ma è il momento migliore per la Ternana, che al ventunesimo minuto esalta le doti di Kalac: Kahrja in area riesce propinarsi in un dribbling ubriacante per poi scaricare sul numero uno perugino, in uscita perfetta. Passano solo quattro giri di orologio ed è ancora Kahrja a testare le doti dell’australiano ex Roda Kerkrade: infatti dopo la triangolazione con Salgado, la conclusione del marocchino è parata grandiosamente dal nostro gigante, che salva sicuramente il risultato. E’ il momento di massima difficoltà per i colori biancorossi e questo fatto è avvertito dagli spalti. Ma i tifosi non si perdono mai d’animo e continuano a sostenere la squadra. Così dopo una conclusione sparata sopra la traversa da parte di Di Vicino, arriva la svolta della gara. E’ il trentaquattresimo quando Ferrigno rileva Fusani. Ferrigno è in grado di rigenerare la squadra, facendo cambiare il modulo dal 4-3-3 puro ad una sistemazione in campo tendente al 4-4-2. Poco prima dell’intervallo una punizione di Ferreira Pinto in area con colpo di testa a lato da parte di Milanese.
Il secondo tempo è tutta un’altra musica, una bella musica. Ora è il Perugia a fare la partita.
LALALLALALALLA….LALALLALALALALLA FORZA GRIFO ALEE’ SEMPRE INSIEME A TE LALALALALLA E CI SAROO’ COL GRIFO OVUNQUE VADA, LALALLALALALLA….LALALLALALALALLA FORZA GRIFO ALEE’ SEMPRE INSIEME A TE LALALALALLA E CI SAROO’ COL GRIFO OVUNQUE VADA, LALALLALALALLA….LALALLALALALALLA FORZA GRIFO ALEE’ SEMPRE INSIEME A TE LALALALALLA E CI SAROO’ COL GRIFO OVUNQUE VADA, LALALLALALALLA….LALALLALALALALLA FORZA GRIFO ALEE’ SEMPRE INSIEME A TE LALALALALLA E CI SAROO’ COL GRIFO OVUNQUE VADA. Un tiro Bernini da trenta metri al cinquantatreesimo, alto sopra la traversa, è il preludio al tripudio biancorosso. Infatti cinque minuti dopo Ferrigno controlla palla a centrocampo, avanza in percussione per qualche metro e verticalizza per Ferreira Pinto sulla sinistra. Pinto parte sul filo del fuorigioco, addomestica il pallone, attende la reazione di Berni e piazza il rasoterra sul secondo palo. Goooool, il Perugia è in vantaggio a Terni per 1-0. Da questo momento per i ternani comincia un incubo che non avrebbero augurato nemmeno al peggior nemico,cioè noi. Lo stadio ammutolisce, non che si sia sentito altre volte intendiamoci. I perugini cominciano il loro show.
FORZA GRIFO FORZA GRIFO EH EH FORZA GRIFO FORZA GRIFO EH EH.
C’E’ CHI LI CHIAMA PORCI C’E’ CHI LI CHIAMA MAIALI, NOI LI CHIAMIAM TERNANI NOI LI CHIAMIAM TERNANI.
Quattro dita di pelle d’oca ed ancora LAALLALLALLALLALLA LALLALLALLALLALALALLALLALLALLA OOOOH OHOOOH LOLLOLLOLLOLOLOLLOLLOLO PERUGIA LAALLALLALLALLALLA LALLALLALLALLALALALLALLALLALLA OOOOH OHOOOH LOLLOLLOLLOLOLOLLOLLOLO PERUGIA.
La festa era ormai cominciata ed era rafforzata dal fatto che, sebbene fossimo solo 1-0, i locali non accennarono alcun tipo di reazione…in campo, perché sugli spalti del Liberati si sentiva odore di cadavere, tant’è che s’erano proprio sciolti come neve al sole.
PER IL PERUGIA LOTTERO’, E CON IL GRIFO SEMPRE SARO’, IL NOSTRO TIFO OVUNQUE SARA’ E FORZA GRIFO VINCI PER GLI ULTRA’…..
Al sessantaquattresimo minuto Milanese, si proprio lui, batte una punizione che finisce sul fondo. Tempo cinque minuti e la partita è chiusa. Sedivec prende palla sulla trequarti, si accentra e scaglia un gran tiro, non imparabile, ma la palla rimbalza davanti a Berni, prodigato in tuffo, e lo beffa insaccandosi alle sue spalle. Tutto ciò consolida la certezza che il Grifo avrebbe vinto e da qui alla fine della partita non ce n’è veramente per nessuno.
MA CHI E’? MA CHI E’? GRIFO ROBOT GRIFO ROBOT LALLALLARALLALALLALLA LALLALARALLALLALALA MA CHI E’? MA CHI E’? GRIFO ROBOT GRIFO ROBOT LALLALLARALLALALLALLA LALLALARALLALLALALA.
FORZA GRIFO ALE’ SEI LA DROGA PER ME QUESTO E’ UN CANTO D’AMOR CHE CI VIENE DAL CUOR FORZA GRIFO ALE’ SEI LA DROGA PER ME QUESTO E’ UN CANTO D’AMOR CHE CI VIENE DAL CUOR.
Ma i brividi non sono finiti: appena un minuto dopo il raddoppio, un contropiede orchestrato da Ravanelli e Sedivec non fa dormire sonni tranquilli al già incerto Berni.
L’UMBRIA E’ SOLO BIANCOROSSA L’UMBRIA E’ SOLO BIANCOROSSA e c’è spazio per la derisione più totale. LEZIONE DI TIFO EEHEE OOHOO LEZIONE DI TIFO EEHEE OOHOO.
La partita volge al termine, bandiere e sciarpe biancorosse sventolano a ripetizione, l’emozione è tangibile per un giorno indimenticabile. A sei muniti dal termine dei tempi regolamentari c’è il tentativo di riaprire la partita da parte dei rossoverdi: Delvecchio respinge un pallone al limite dell’area, permettendo al solito Kahrja di tirare in porta. Ma la conclusione è respinta da Kalac; la sfera giunge sui piedi di Troise, che calcia ma la conclusione è respinta da Di Loreto.
Lo scherno diventa paradosso al grido di MA CHE SETE VENU’ MA CHE SETE VENU’ MA CHE SETE VENUTI A FA OOOOHOOOOOHOOOOHOOOOH MA CHE SETE VENU’ MA CHE SETE VENU’ MA CHE SETE VENUTI A FA OOOOHOOOOOHOOOOHOOOOH.
QUANDO GIOCATE, IN CASA QUANDO GIOCATE QUANDO GIOCATE, IN CASA QUANDO GIOCATE.
A questo punto la partita è veramente finita e quando Squillace mette il fischietto in bocca per il triplice fischio, l’ovazione è tutta per i Grifoni, che vengono a festeggiare sotto al settore da noi occupato. Da Milanese a Di Loreto, Da Sedivec a Kalac, GRAZIE RAGAZZI GRAZIE RAGAZZI. In particolare risulta gioire Gennaro Delvecchio, già attanagliato dal Cuore Biancorosso.
Ma l’inchino è per Ravanelli, che dopo i cori d’insulto subiti, si può permettere davanti a noi, all’interno del Libero Liberati di Terni, dopo la vittoria attesa da settantatre anni, di mostrare e sfregarsi in gesto d’orgoglio, il Grifo tatuato sul braccio.
Si può veramente dire che, nell’inferno della conca grigia, era sceso un angolo di paradiso.
Era tempo di tornare a Perugia, col cuore gonfio di forti emozioni, di quelle che a stento riesci ad esprimere. Col treno fino a Foligno, poi in pullman fino a Perugia, col miglior gruppo ultrà che c’è: gli INGRIFATI. Per una data da ricordare nella stagione del centenario, per onorare la memoria di Renato Curi dopo due giorni dal ventisettesimo anniversario, per cantare solo e sempre:
IL PERUGIA E’ UNO SQUADRONE E C’HA LA GRINTA DEL GRAN CAMPIONE, QUANDO AFFRONTA L’AVVERSARIO PER LA SUA FAMA TREMAR LO FA, UNDICI IN CAMPO E SEMBRAN CENTO, PERCHE’ VELOCI SON COME IL VENTO E LA FOLLA DI VITTORIA HA SEMPRE SETE, LA PALLA RAPIDA S’INFILA NELLA RETE, ALE’ PERUGIA E’ ORMAI LA STORIA, STA GIA’ NARRANDO LA SUA GLORIA E IL TIFOSO D’ENTUSIASMO GRIDA ALLORA “PERUGIA VINCI ANCORA”, “DAI DAI DAI PERUGIA VINCERAI DAI DAI DAI PERUGIA VINCERAI”. QUANDO IL GIOCO DEL PALLONE TI METTE DENTRO UNA GRAN PASSIONE, IL BISOGNO DI GRIDAR “ALE’ PERUGIA” SENTIR SI FA UNDICI IN CAMPO E SEMBRAN CENTO, PERCHE’ VELOCI SON COME IL VENTO E LA FOLLA DI VITTORIA HA SEMPRE SETE, LA PALLA RAPIDA S’INFILA NELLA RETE, ALE’ PERUGIA E’ ORMAI LA STORIA, STA GIA’ NARRANDO LA SUA GLORIA E IL TIFOSO D’ENTUSIASMO GRIDA ALLORA “PERUGIA VINCI ANCORA”, “DAI DAI DAI PERUGIA VINCERAI DAI DAI DAI PERUGIA VINCERAI”.



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