The Farters Web
 

SUMMER JAMBOREE - Un amaro al bar

 
Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, cioè no. E va bene, ridiamo una letta al primo episodio di quella sega di saga. Fatto? Bene bene, ora sotto col secondo.

A Ponte Felcino ci perdemmo subito di vista. Io e Mario, molti chilometri più avanti, venimmo a sapere che loro stavano percorrendo la nuova strada per Ancona, quella che passa per Jesi. Decidemmo di ritrovarci a destinazione, come già sapete.
Eeravamo arrivati a Gubbio, ormai, fedeli alla vecchia “Contessa”. Decidemmo di ritrovarci a destinazione, come già sapete.
Troppo emozionante la salita percorsa dietro ad un tir alla media di 30 km/ora. Così si può osservare, a destra, la cava con le stratificazioni sulla roccia. Una lunga striscia viola a metà parete: che meraviglia. Non saprei dire che tipo di roccia sia. Poi guardo dallo specchietto retrovisore: la fila si perdeva a serpentone fino alle curve dietro la montagna, che nascondeva la strada dietro di noi. E non mancavano nemmeno i soliti impazienti megalomani del tentativo di sorpasso. E dicevo a Mario: “Ma guarda sti soliti coglioni…poi è capito? Manco c’avessero ‘n bmw 2 milioni e 8 twin spark turbo intercooler col nos a superscappasbiellamento multijet.” E Mario:”Chi è? ‘l solito co l’Alfò sfonfo?”
“Eh, c’è quasi preso, nn’è quello del Dottò, ma è peggio:è uno co l’Alfa Sud, porca maiala.”
“L’Alfa Sud, ah ah”
“Mario, ma che cazzo ridi”. “Ma l’Alfa Sud, la macchina da sicari della mafia? Ah ah”
“Perché nn’è visto quella dietro, ma che è? Ah ‘na Fiat 133”. Mario, squadrasciato sul sedile, rideva.
Allorché mi feci scappare un’accenno di risata pure io e riguardando la fila dallo specchietto risi ancora più forte. “Mario, quelle dietro so ancora più asurde. Tiente forte, c’è ‘na Ritmo marrone, con tutti i bagagli sopra il tetto…” Mario dal ridere si fiondò in avanti. Sentii un rumore strano, che assocerei a quando stacchi l’involucro di plastica appiccicato al ghiacciolo. La schiena di Mario si staccò dallo schienale: la maglietta aveva una gora che sembrava il Lago d’Aral. Anch’io non è che stavo meglio. Intanto continuavo il discorso “…Già me l’immagino. ‘L babbo guida co la canottiera bianca, suda da fa schifo, un po’ come te, perché ta la moglie glie dà fastidio l’aria e vole tene i finestrini alzati…”e Mario: “come te Tigno, come te” mentre rideva. “Aspetta che nn’ho finito:dietro c’hanno tre figli che fanno ‘n casino de la madonna.” “Aah, alora c’ha i coglioni girati come pochi”. Le budella ci si contorcevano dal ridere: speriamo che il caldo ci diede ‘alla testa’ perché sennò c’era da preoccuparsi. “Sì, è in pieno stress da rabbia stradale, mpff ah ah, come quella puntata dei Simpson, te la ricordi?” “Quale?” “Quella della rabbia stradale!” “ah ah ma quale, quella de Marge col foristrada?” “Sì, che ‘l commissario Winchester glie ritira la patente e per fagliela ripiglià, glie fa segui ‘n corso per guarì dalla rabbia stradale. Che su sto corso c’è uno vestito da orso che mò nm’arcordo come se chiama, cazzo. E l’commissario prende ‘n bastone e dice che chi se voleva sfogà lo doveva colpì co na bastonata. ‘l sé chi s’alza?” “Chi?” “La mamma de Skinner…” “ah ah ah” “….che l’amazza de bastonate…” “ah, ah, ah, la vecchia” “…però l’orso deve rimanè calmo, come insegnamento no!?” “Ah, però l’ha massacrato de botte? Ah ah ah” “Eh già, e alla fine della lezione ‘l commissario me pare che dice ‘na cosa tipo ‘ricordate: come si comporterebbe l’orso?’. Allora quando escono so tutti cordiali e p’uscì dal parcheggio Marge è bloccata dalla mamma de Skinner e ‘l frego rasato che sta sempre con Nelson, che se dicono a vicenda ‘prego prima lei’. Quando Marge se sta pe ‘ncazzà pensa ‘come si comporterebbe l’orso?’ Allora se vede l’orso dentro la macchina, ancora vestito da orso, bloccato da ‘n ingorgo, che strilla, bestemmia, ‘ncazzatissimo!” “ah ah ah ah”. “E quello sulla Ritmo è così adesso”. “Ah ah ah”.
C’erravamo quasi, pian piano ce s’arriva a cimà la “Contessa”.
Tornai sull’argomento auto. “Davvero, ma dietro che c’è, ‘l mercato de l’usato? Eh, perché dietro la Ritmo c’è ‘na Ford Capri”. Di qui Mario andò in mille pezzi dal ridere. Quando si riprese disse “Si e poi che anche ‘na Topolino?” “Sì, i prototipi da museo, quelli che vè al distributore e glie dici ‘Mi faccia il pieno di petrolio raffinato’. Ma no, però c’è anche ‘na Lancia Fulvia.” “Tigno ma che stè a dì, ma tu se ‘mbriaco”. “E girete allora”. Quando Mario fece per girarsi, lo fermai: “No n’te girà che sennò questo co l’Alfetta ce spara. Boh nne ‘l so che succede, so solo che sto camio..n, perché l’italiano è importante, m’ha rotto la minchia già quando eravamo ancora dal Bernh ieri”.
Finalmente il tir si fa da parte per far smaltire la fila. Quando lo passiamo, notiamo che la motrice (o trattrice: faremo una puntata su questo, come dice Paolo Limiti), era un vecchio cassone della OM. Ora si marciava più speditamente e solo adesso che non pensavamo più alle auto dietro, notammo che quelle che provenivano in senso contrario, erano altrettanto retrodatate.
Proseguimmo il viaggio e per ottemperare alla mancanza di un’autoradio, presi la mia che tengo sullo sportello (il fascino di ascoltare “tutto il calcio minuto per minuto” o la partita del Perugia quando non c’è alternativa): “Tiè, se volemo ascoltà ‘n po’ de radio, c’ho questa”. Mario prese la mia vecchia radiolina e l’accese: c’era molto fruscio, d’altronde eravamo ancora in mezzo ai monti dell’Appennino. Cominciò a cercare qualche frequenza. <…cccsssfffzzz….rto tre giorni fa. Enzo Ferrari, fondatore e presidente della casa automobilistica di Maranello, anima della più famosa scuderia di formula 1 del mondo, ricordiamo ancora, aveva novant’anni….> Io e Mario ci guardiamo negli occhi, poi dico: “Ma che cazzo sta dì, sarà morto ‘na quindicina d’anni fa”…<….liani rimasti in città; preoccupa soprattutto la situazione degli anziani. Proseguono le trattative per decretare il cessate il fuoco tra Iran e Iraq, la svolta si potrebbe avere nei prossimi giorni. Veniamo ora alle olimpiadi che cominceranno fra un mese: la comitiva azzurra…ccsssfffzzz…a Seul per….ccssszzzfffcc…> “Olimpiadi fra un mese?” dissi, “A Seul?” replicò Mario, “Ma so tutti scemi?” “No semo noi che c’emo bisogno de ‘na pausa. ‘Mo a Cagli ce fermamo ta ‘n bar.
Arriviamo a Cagli e ci fermiamo al bar di un distributore di benzina, all’apparenza deserto. Entriamo dentro il bar e notiamo un tizio vestito con camicia non abbottonata, di colore ‘infuso di tè scuro’, che sembrava la tendina di un bagno, calzoni marroni chiaro a zampa d’elefante, stivaletti ed assomigliava clamorosamente a Beppe Bergomi stile mondiali ’82. Va beh, ordiniamo due Montenegri. La ragazza dietro il bancone era veramente carina, con un seno molto prorompente ed un visino d’angelo. Intanto il televisore, un vecchio Telefunken dalla scatola color legno, posizionato in alto dove solo una persona dal metro e settantacinque in su poteva cambiare canale, perché si capiva che non aveva telecomando, trasmetteva il notiziario sportivo. < Proseguono le trattative di calciomercato: è di ieri la notizia che il Milan ha prelevato dal Varese neopromosso in Serie A, l’attaccante Egidio Calloni. Lo scorso hanno Calloni, in serie B, ha contribuito in maniera decisiva alla promozione del Varese, segnando 16 gol in trentuno partite. Il Milan aveva già acquistato nei giorni scorsi il trentaquattrenne portiere Albertosi, andato a Milano dopo sei stagioni a Cagliari conditi dallo scudetto della stagione ‘69/’70. Giorgio Rognoni passa dal Foggia al Cesena. Notizia di B: Franco Vannini si trasferisce dal Como al Perugia…> “Porca troiaccia ladra, Vannini al Perugia…ma è capito de che hanno so ste notizie?” dissi. “No, ma c’era il mitico Calloni oh oh oh”. “So notizie del ’74. 1974 capisci?” “ehm, io ho capito e ho capito anche che prima era l’88 no? Seul insomma…”. “Esatto e allora che succede? Succede che ogni chilometro che facciamo torniamo indietro nel tempo”. Dovemmo sederci per il disorientamento. Mario si fece coraggio e disse: “Cerchiamo di non perdere la testa e ragioniamo. Veniamo dal futuro, nulla ci potrà cogliere impreparati, dai paghiamo e andiamocene”. Ci avvicinammo al bancone, sempre Mario disse: “Pago due amari e prendo un pacchetto di Lucky Strike”. “Tremila” disse la signorina…Mario verso me: “Tremila? Tremila euro?”. “No, è vero, tremila lire. Ce so le lire, e poi semo negli anni settanta, n’costa ‘n cazzo la roba. Piamone ‘na stecca de sigarette”. “Ma da do stracazzo le tiro fori le lire?”. Indecisione generale e poi….”Via”.
Scappamo e sbattemo i denti sulla porta che si apriva verso l’interno e non verso l’esterno. Riuscimmo ugualmente a fuggire. Salimmo in macchina e prendemmo a correre per il mare. “Nulla può coglierci impreparati, eh!!”
“Cazzo, semo negli anni settanta, Mario, semo negli settanta. Aaaaahhhh”. “Che c’è Marchì” Era la stagione 74/75, quella che il Perugia va in Serie A….e i merdoni retrocedono in B, ma c’è annata più bella? Torno indietro.” “Marchì, Marchì. Ma stamo andà indietro nel tempo e tu pensi tal calcio?” poi non dicemmo nulla per dieci minuti buoni, osservando il regredimento continuo dei veicoli e delle zone circostanti. Poi Mario intervenne: “Ascò, ormai ce semo, andamo avanti andamo”. “So d’accordo, tanto stavo a pensà ‘na cosa: ‘l Bernh ha fatto la strada nuova giusto?” “Giusto”. “E allora se la strada è nuova una volta non c’era, giusto?” “Giusto”. “Bene, allora ‘l Bernh dov’è finito?”. “Ah ah, cazzi de quel merdone, ah ah”. “Anzi peggio, nn’ è sparito nel nulla: la strada sarà in costruzione ora, nel passato, ‘nsomma è capito quando: lu l’sé c’ha fatto? Te l‘dich’io. C’aveva la radio a tutto volume e stava parla co lo Jap, voltato verso dietro. Stava a dì de sicuro ‘è arcore, è arcore, nn’ha visto l’interruzione è s’è schiantato di sotto, sto tonto”. “Ma sé proprio ‘n tignaccio. Che merdone, Bernh se ‘n merdone, ma ta noi che cazzo ce frega. Arriviamo sixty.
Dissi a Mario: “Ho n’altra da fa: ma se la strada del Bernh non esiste, perché esiste ancora la nostra macchina? E tra ‘n po’ dovemo fa la superstrada anche noi, e se n’cè manco quella?” “Marchì, ma fatte poche domande e goditi gli anni sassanta. Anzi damme la radiolina che ascoltamo sicuramente qualcosa de bulo”.
Ed attraversammo i favolosi anni sessanta.

E questo non l’avevamo calcolato: ancora quel tir del cazzo. Eh, già, c’ha ripassato quando eravamo al bar.
“Ma scusa Mario, il tir dovrebbe esserci? O no? A meno che era di fabbricazione antecedente anche al periodo che stiamo attraversando. Potrebbe essere un’ipotesi.”
“Marchì, che t’avevo detto?”


Auto Bernh e co.
“Ma do cazzo semo finitiiiii?”
“E’ il giorno della ceppa” disse Aimone



Per informazioni: info@thefarters.com