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Bernh Day - prima parte

 
12 LUGLIO 2048 – CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
“Caro nipote, perché non ti siedi accanto a me?”
“Perché puzzi de vecchio, nonno”.
“Ma perché di qui sen tutti arcoroni fraidi”.
“Va bene, minchiez. Nonno, andamo a stacca le flebo sulle altre stanze?”
“Dopo, ora non ti andrebbe di ascoltare una storia incredibile?”
“Oh nò, è la cinquantesima volta che me la racconti, sta storiez emo.”
“No no, te se pia bene boyz, è parecchio hc”.
“Ascoltamo this story.”

“Non posso non lasciare ai posteriori…” – “Nonno! Tu e l’arterosclerosi del caz: postumi” – “ …Io i postumi li mettevo al mare per cuccaz le maiale, perché tanto so tutte maiale, ricorda nipote e armetterè sempre ‘l pezzo. Allora….allora….” – “Allora? Porca puttana, ho detto postumi, non costumi e c’è pure l’accento da un’altra parte: la storia, mi stavi raccontando la storia” – “Ah già, dicevo…questo mio promemoria a quello che ricorderò come il più bel concerto della mia vita...ecco qua e abbiate pazienza di leggerlo tutto (tu invece avrai il privilegio di ascoltarlo dalla mia voce, che l’ho vissuto di persona):

Sono le 8 di sera quando arrivo all’uscita della tangenziale ovest indicante il Forum di Assago, le 8 di una freddissima e nebbiosa serata milanese in cui si svolgerà quello che sarà il più bel concerto che abbia mai visto. Eh, se non è il più bel concerto che ho mai visto.
Già da prima dello svincolo mi trovo davanti una fila bella lunga e guardando alla mia sinistra vedo l’imponente struttura del FilaForum circondata da migliaia di macchine che cercano parcheggio.
Lascio l’auto bella distante e m’incammino verso l’entrata insieme a mio fratello e un altro amico; sapendo il caldo che avrebbe fatto all’interno stavo già in maglietta e devo dire che già il fatto di non essermi preso una polmonite è un gran traguardo. Eh già a quell’età potevamo spaccare il mondo. Ma tanto i miei amici dell’epoca si rimangiano ancora le mani. Che concerto, cazzo che concerto.”
“Nonno, hai detto che c’era anche lo zio Aimone?”
“Devi sapè che ‘l mi fraidello era un batterista che glie fumavono i coglions, però non capiva un cazzo, era un mocciosetto e basta. Passava tutto il tempo a legge stronzate di fumetti sui marziani e cacate simili, però c’aveva sempre certe fiche intorno!”
Pensava il nipote: una volta c’è lo zio Aimone, un’altra la zia Diletta, un’altra ancora la Bice, mah.

CONTEMPORANEAMENTE – STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE
Il gen. Romizi Aimone, primo comandante supremo dell’esercito intergalattico, in riunione in videoconferenza con:
il presidente degli Stati Uniti d’America Gorge W.H.S. III, della dinastia dei Bush,
gen. Borris Alexander, capo dell’esercito degli Stati Uniti,
Teodor Calatafimi, segretario generale Onu,
Vladimir Sputin, presidente della Russia,
Fritz Wepper, presidente Unione Europea.
I capi di stato e di governo dei principali paesi membri dell’Unione Europea disertano la riunione, fornendo scuse ufficiali (Casa Capezzone, primo ministro italiano: “Facciamo una mano al buio?” “Te tolgo anche le mutande, Muniz”).
“Generale Romizi, dia l’ordine di attaccare immediatamente gli avamposti a protezione del pianeta Marte”, irrompe Bush III.
“Ma presidente, così manderemo al massacro 10000 soldati”
“Dia l’ordine, o vuole che il genere umano passi il resto della propria esistenza sotto la schiavitù aliena?” Il presidente statunitense sbatte il pugno sul tavolo, poi si calma e dice: “Generale Borris, Generale?”
“Ti richiamo dopo, Mara”
“Mpf, gli illustri il piano”.
Gen. Borris: “Solo così potremo creare una ferita al loro sistema di protezione. Poi sfonderemo e cercheremo di arrivare a distruggere il supermissile nucleare, che io so che loro hanno costruito per annientarci”.

Intanto nel quartier generale di Oyzref, alle pendici del monte Olympus, pianeta Marte: “Che bel giocattolino, ci si divertranno molto quegli stupidi terrestri”. Il comandante dell’esercito marziano lo accarezzava su un fianco, dove c’era scritto

Gen. Romizi Aimone: “E va bene, diamo quest’ordine. Mi dispiace ragazzi, la merda è merda”.

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
Prosegue il racconto di Bernardo.
”Insomma salgo le scale e mi ritrovo dentro il Forum....i New Found Glory avevano già iniziato a suonare e la gente stava velocemente riempiendo il palazzetto da tutte le parti.
Noi ci infiliamo fra la folla, fatta in maggior parte da ragazzine fighette e da tanti “piccoli punkettini crescono” (senza offesa per entrambi,sono le normali fasi della vita) , e arriviamo alla destra del palco (vista dagli spettatori) per goderci le ultime canzoni del gruppo spalla.
Alle 8.30 finisce l’esibizione dei NFG e tutto l’ambaradàn preparato per i Green day viene alla luce..già lì sono rimasto sbalordito: palco grandissimo a forma di T con vari ripiani più alti tra cui quello della batteria messa in bella evidenza, dietro tutto ciò il fondo composto da varie colonne nere altissime di cui ancora ignoravo la funzione,un complesso di luci enorme e tanti microfoni..ma passiamo a trenta minuti più tardi quando tutto ha inizio…”
“Ecco, questo è il momento in cui vorrei essere dalla zia Diletta”, disse il nipote.

CONTEMPORANEAMENTE - SCUOLA DI FORMAZIONE MODELLE DI MILANO
“Ragazze, che vi succede oggi, più grinta o le passerelle vi divoreranno”.
L’ex modella e direttrice della scuola per formazione modelle, Diletta Romizi, sta tenendo una lezione alle sue allieve. Diletta usa un po’ la mano pesante con le ragazze.
“Che strega che è”.
“Chi è stata, chi ha parlato. Tu brutta signorella succhiacazzi, te la faccio passare io la voglia. Nei gulag ti mando a sfilare. E non fatemi più incazzare, sennò divento strega veramente. Io che ero la regina delle passerelle, che ho lasciato sudore e sudore sopra i tacchi. Poi un bel giorno, zac, e la tua vita cambia. Per colpa di uno stupido fratello ho passato un’anno tra ospedali e cliniche private.”
E un’allieva: “E cos’è successo?”
“Cos’è successo? E’ successo che stavo sfilando per la linea Versace a Parigi. Esco in passerella e vedo mio fratello Bernardo in prima fila a tre quarti di pedana, sulla parte destra….”.
<”Diletta Diletta, quella è la mi sorellaz, mica cazzi, fagiano. E dopo me fo portà dietro, dove se cambiono tutte quante. Poi glie fo vedè che so ‘no yoyoer, fagiano. ‘Mo te fò ‘n triplounderbricktheroof, mica quelle stronzatine che fa ‘l mi fratello col diablo”.
Diletta percorre la passerella e vede suo fratello che fa le piroette con lo yoyo. Sta per passare vicino a lui ed ecco nel fare un numero, Bernardo lancia lo yoyo in avanti. Gli eventi precipitano: Diletta viene colpita violentemente sullo stinco, perde l’equilibrio e cade in avanti. Rovina drammaticamente sopra alcune sedie vuote. Fece prima ad elencare le ossa che erano sane.>
“Quel coglione. Dopodiché per trovare lavoro era meglio che andavo batte pe strada”
E un’allieva, sottovoce: “Perché fino adesso che hai fatto?!”
“Chi è stata? Venga fuori il nome? Ah no? Plotone, attenti. Fate subito venti flessioni!!”

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
Il povero malato di mente continua il racconto di quello che, secondo lui è il giorno più bello della sua vita. Perché il concerto più bello, per lui equivale al giorno più bello.
…”Incredibilmente le casse principali dopo un mix di varie canzoni iniziano a passare “YMCA” a tutto volume e dopo due minuti appare sul palco un uomo travestito da coniglio rosa (!?) con una birra in mano, prova a ballare la canzone barcollando come se fosse ubriaco e dopo aver salutato tutti i presenti (che ormai gremivano tutti posti anche nelle gradinate) si mette al centro e scola la bottiglia tutta d’un sorso mentre già arrivano le prime ovazioni.
Il coniglio se ne va a si spengono tutte le luci…parte a tutto volume “Blitzkrieg Bop” dei Ramones e appena finita dalle colonne dietro al palco si innalzano 5 o 6 bandiere raffiguranti una mano che afferra una bomba a mano a forma di cuore sanguinante (ovvero la copertina dell’ultimo cd della band)… i Green Day escono in scena di corsa e si fiondano verso gli strumenti.
Billy Joe (il cantante) corre sulla punta del palco (come ho già detto era a forma di T) , urla “Milanooo” e dà la prima schitarrata: “American Idiot” apre le danze.
La gente si scatena e inizia a pogare sotto al palco, me compreso, da dove rapidamente i ragazzini più debolucci scappano in seguito alle prime energiche spallate; si sente tutto alla perfezione e le luci bellissime inondano tutto il forum.
Sul palco sono in 6 musicisti:i 3 Green Day ufficiali, Jason White ovvero il 4° membro che suona sempre la chitarra nei concerti e due coristi-trombettisti-tastieristi più dietro.
Finisce la prima canzone e tra l’applauso del pubblico Billy Joe inizia a intrattenere la gente, parlando e incitando la gente a gridare con lui...ed ecco che parte con “Jesus of suburbia” ,la seconda canzone dell’ultimo cd che dura ben 8 minuti!Mai noiosi però.
Tutto comincia a scaldarsi e anche la seguente “Holiday” dedicata a Bush (“this is for George W. Fuckin Bush!!”) fa saltare tutti quanti...ma ecco il primo stacco: le luci si spengono e si accende una gigantesca palla da discoteca illuminata da tanti faretti, il palazzetto diventa tutto a pallini bianchi e Trè Cool (il batterista) inizia a suonare “Are we the waiting”, una canzone lenta e che fa subito alzare in aria tutti gli accendini e telefonini..sembra una tamarrata ma l’effetto è stupendo.
L’ultimo accordo si spegne lentamente e Billy Joe si avventa sul microfono urlando le prime frasi di “St.Jimmy”..le chitarre distorte si rifanno vive e le luci tornano ad illuminare il marasma di gente che si dimena sotto al palco; mi viene in mente:”ma che fanno un concerto solo con i pezzi dell’ultimo album?Cioè va bene però....” non riesco a finire la frase che sul palco restano solo i membri ufficiali della band e appare “Bebby Blue” (non so se l’ho scritto bene ma si pronuncia così) , la ormai mitica Fender Stratocaster azzurra e piena di adesivi che accompagna Billy Joe da quando era un ragazzino (“in teoria dovrei cambiarla ma...funziona ancora...” così disse in un’intervista di qualche anno fa).
Me lo diceva sempre anche lo Jap: “Cambia sta chitarra” e io risondevo “funziona ancora”. Chissà, se l’avessi cambiata…saremmo famosi, invece di aver fatto un solo cd. Capolavori di arte moderna.

CONTEMPORANEAMENTE - PARCO COMUNALE DI TERRACINA: UNA PANCHINA QUALSIASI
“Hey Jap, come hai passato la notte?” “Secondo te? Ho tutta la schiena rotta. Fortuna che almeno è caldo. E va beh.” Il povero Jap vive senza fissa dimora, non ha niente da chiedere alla vita, se non tutto.
“Cos’hai oggi? Sembri triste.” Gli fa l’altro.
“No, è solo che oggi è l’anniversario della bancarotta della mia azienda”.
“Ma tu riesci pure a tenere il conto dei giorni?”
“Ho visto la data su questo giornale”.
Poi, ad un certo punto, lo Jap legge con noncuranza i titoli. Il più importante riportava la situazione di tensione tra i terrestri e i marziani e commentò: “Oh oh una brutta gatta da pelare per Aimone”.
Poi in basso a sinistra in articoletto di cronaca: < I soliti ignoti 70 anni dopo: in manette>.
Disse lo Jap: “Io me ne vado a cercare qualche mozzicone di sigaretta”.

Finisce qui la prima parte di “Bernh Day”



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