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Bernh Day - completo

 
L’articolo viene editato completo e non in due parti

12 LUGLIO 2048 – CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
“Caro nipote, perché non ti siedi accanto a me?”
“Perché puzzi de vecchio, nonno”.
“Ma perché di qui sen tutti arcoroni fraidi”.
“Va bene, minchiez. Nonno, andamo a stacca le flebo sulle altre stanze?”
“Dopo, ora non ti andrebbe di ascoltare una storia incredibile?”
“Oh nò, è la cinquantesima volta che me la racconti, sta storiez emo.”
“No no, te se pia bene boyz, è parecchio accaccì”.
“Ascoltamo this story.”

“Non posso non lasciare ai posteriori…” – “Nonno! Tu e l’arterosclerosi del caz: postumi” – “ …Io i postumi li mettevo al mare per cuccaz le maiale, perché tanto so tutte maiale, ricorda nipote e armetterè sempre ‘l pezzo. Allora….allora….” – “Allora? Porca puttana, ho detto postumi, non costumi e c’è pure l’accento da un’altra parte: la storia, mi stavi raccontando la storia” – “Ah già, dicevo…questo mio promemoria a quello che ricorderò come il più bel concerto della mia vita...ecco qua e abbiate pazienza di leggerlo tutto (tu invece avrai il privilegio di ascoltarlo dalla mia voce, che l’ho vissuto di persona):

Sono le 8 di sera quando arrivo all’uscita della tangenziale ovest indicante il Forum di Assago, le 8 di una freddissima e nebbiosa serata milanese in cui si svolgerà quello che sarà il più bel concerto che abbia mai visto. Eh, se non è il più bel concerto che ho mai visto.
Già da prima dello svincolo mi trovo davanti una fila bella lunga e guardando alla mia sinistra vedo l’imponente struttura del FilaForum circondata da migliaia di macchine che cercano parcheggio.
Lascio l’auto bella distante e m’incammino verso l’entrata insieme a mio fratello e un altro amico; sapendo il caldo che avrebbe fatto all’interno stavo già in maglietta e devo dire che già il fatto di non essermi preso una polmonite è un gran traguardo. Eh già a quell’età potevamo spaccare il mondo. Ma tanto i miei amici dell’epoca si rimangiano ancora le mani. Che concerto, cazzo che concerto.”
“Nonno, hai detto che c’era anche lo zio Aimone?”
“Devi sapè che ‘l mi fraidello era un batterista che glie fumavono i coglions, però non capiva un cazzo, era un mocciosetto e basta. Passava tutto il tempo a legge stronzate di fumetti sui marziani e cacate simili, però c’aveva sempre certe fiche intorno!”
Pensava il nipote: una volta c’è lo zio Aimone, un’altra la zia Diletta, un’altra ancora la Bice, mah.

CONTEMPORANEAMENTE – STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE
Il gen. Romizi Aimone, primo comandante supremo dell’esercito intergalattico, in riunione in videoconferenza con:
il presidente degli Stati Uniti d’America Gorge W.H.S. III, della dinastia dei Bush,
gen. Borris Alexander, capo dell’esercito degli Stati Uniti,
Teodor Calatafimi, segretario generale Onu,
Vladimir Sputin, presidente della Russia,
Fritz Wepper, presidente Unione Europea.
I capi di stato e di governo dei principali paesi membri dell’Unione Europea disertano la riunione, fornendo scuse ufficiali (Casa Capezzone, primo ministro italiano: “Facciamo una mano al buio?” “Te tolgo anche le mutande, Muniz”).
“Generale Romizi, dia l’ordine di attaccare immediatamente gli avamposti a protezione del pianeta Marte”, irrompe Bush III.
“Ma presidente, così manderemo al massacro 10000 soldati”
“Dia l’ordine, o vuole che il genere umano passi il resto della propria esistenza sotto la schiavitù aliena?” Il presidente statunitense sbatte il pugno sul tavolo, poi si calma e dice: “Generale Borris, Generale?”
“Ti richiamo dopo, Mara”
“Mpf, gli illustri il piano”.
Gen. Borris: “Solo così potremo creare una ferita al loro sistema di protezione. Poi sfonderemo e cercheremo di arrivare a distruggere il supermissile nucleare, che io so che loro hanno costruito per annientarci”.

Intanto nel quartier generale di Oyzref, alle pendici del monte Olympus, pianeta Marte: “Che bel giocattolino, ci si divertranno molto quegli stupidi terrestri”. Il comandante dell’esercito marziano lo accarezzava su un fianco, dove c’era scritto ‘Ce sentite cojo?!, Dedicate to Gen. Borris Alexander and Gen. Romizi Aimone’

Gen. Romizi Aimone: “E va bene, diamo quest’ordine. Mi dispiace ragazzi, la merda è merda”.

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
Prosegue il racconto di Bernardo.
”Insomma salgo le scale e mi ritrovo dentro il Forum....i New Found Glory avevano già iniziato a suonare e la gente stava velocemente riempiendo il palazzetto da tutte le parti.
Noi ci infiliamo fra la folla, fatta in maggior parte da ragazzine fighette e da tanti “piccoli punkettini crescono” (senza offesa per entrambi,sono le normali fasi della vita) , e arriviamo alla destra del palco (vista dagli spettatori) per goderci le ultime canzoni del gruppo spalla.
Alle 8.30 finisce l’esibizione dei NFG e tutto l’ambaradàn preparato per i Green Day viene alla luce..già lì sono rimasto sbalordito: palco grandissimo a forma di T con vari ripiani più alti tra cui quello della batteria messa in bella evidenza, dietro tutto ciò il fondo composto da varie colonne nere altissime di cui ancora ignoravo la funzione,un complesso di luci enorme e tanti microfoni..ma passiamo a trenta minuti più tardi quando tutto ha inizio…”
“Ecco, questo è il momento in cui vorrei essere dalla zia Diletta”, disse il nipote.

CONTEMPORANEAMENTE - SCUOLA DI FORMAZIONE MODELLE DI MILANO
“Ragazze, che vi succede oggi, più grinta o le passerelle vi divoreranno”.
L’ex modella e direttrice della scuola per formazione modelle, Diletta Romizi, sta tenendo una lezione alle sue allieve. Diletta usa un po’ la mano pesante con le ragazze.
“Che strega che è”.
“Chi è stata, chi ha parlato. Tu brutta signorella succhiacazzi, te la faccio passare io la voglia. Nei gulag ti mando a sfilare. E non fatemi più incazzare, sennò divento strega veramente. Io che ero la regina delle passerelle, che ho lasciato sudore e sudore sopra i tacchi. Poi un bel giorno, zac, e la tua vita cambia. Per colpa di uno stupido fratello ho passato un’anno tra ospedali e cliniche private.”
E un’allieva: “E cos’è successo?”
“Cos’è successo? E’ successo che stavo sfilando per la linea Versace a Parigi. Esco in passerella e vedo mio fratello Bernardo in prima fila a tre quarti di pedana, sulla parte destra….”.
-”Diletta Diletta, quella è la mi sorellaz, mica cazzi, fagiano. E dopo me fo portà dietro, dove se cambiono tutte quante. Poi glie fo vedè che so ‘no yoyoer, fagiano. ‘Mo te fò ‘n triplounderbricktheroof, mica quelle stronzatine che fa ‘l mi fratello col diablo”.
Diletta percorre la passerella e vede suo fratello che fa le piroette con lo yoyo. Sta per passare vicino a lui ed ecco che, nel fare un numero, Bernardo lancia lo yoyo in avanti. Gli eventi precipitano: Diletta viene colpita violentemente sullo stinco, perde l’equilibrio e cade in avanti. Rovina drammaticamente sopra alcune sedie vuote. Fece prima ad elencare le ossa che erano sane.-
“Quel coglione. Dopodiché per trovare lavoro era meglio che andavo batte pe strada”
E un’allieva, sottovoce: “Perché fino adesso che hai fatto?!”
“Chi è stata? Venga fuori il nome? Ah no? Plotone, attenti. Fate subito venti flessioni!!”

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
Il povero malato di mente continua il racconto di quello che, secondo lui è il giorno più bello della sua vita. Perché il concerto più bello, per lui equivale al giorno più bello.
…”Incredibilmente le casse principali dopo un mix di varie canzoni iniziano a passare “YMCA” a tutto volume e dopo due minuti appare sul palco un uomo travestito da coniglio rosa (!?) con una birra in mano, prova a ballare la canzone barcollando come se fosse ubriaco e dopo aver salutato tutti i presenti (che ormai gremivano tutti posti anche nelle gradinate) si mette al centro e scola la bottiglia tutta d’un sorso mentre già arrivano le prime ovazioni.
Il coniglio se ne va a si spengono tutte le luci…parte a tutto volume “Blitzkrieg Bop” dei Ramones e appena finita dalle colonne dietro al palco si innalzano 5 o 6 bandiere raffiguranti una mano che afferra una bomba a mano a forma di cuore sanguinante (ovvero la copertina dell’ultimo cd della band)… i Green Day escono in scena di corsa e si fiondano verso gli strumenti.
Billy Joe (il cantante) corre sulla punta del palco (come ho già detto era a forma di T) , urla ‘Milanooo’ e dà la prima schitarrata: ‘American Idiot’ apre le danze.
La gente si scatena e inizia a pogare sotto al palco, me compreso, da dove rapidamente i ragazzini più debolucci scappano in seguito alle prime energiche spallate; si sente tutto alla perfezione e le luci bellissime inondano tutto il forum.
Sul palco sono in 6 musicisti:i 3 Green Day ufficiali, Jason White ovvero il 4° membro che suona sempre la chitarra nei concerti e due coristi-trombettisti-tastieristi più dietro.
Finisce la prima canzone e tra l’applauso del pubblico Billy Joe inizia a intrattenere la gente, parlando e incitando la gente a gridare con lui...ed ecco che parte con ‘Jesus of suburbia’ ,la seconda canzone dell’ultimo cd che dura ben 8 minuti! Mai noiosi però.
Tutto comincia a scaldarsi e anche la seguente ‘Holiday’ dedicata a Bush (“this is for George W. Fuckin Bush!!”) fa saltare tutti quanti...ma ecco il primo stacco: le luci si spengono e si accende una gigantesca palla da discoteca illuminata da tanti faretti, il palazzetto diventa tutto a pallini bianchi e Trè Cool (il batterista) inizia a suonare ‘Are we the waiting’, una canzone lenta e che fa subito alzare in aria tutti gli accendini e telefonini…sembra una tamarrata ma l’effetto è stupendo.
L’ultimo accordo si spegne lentamente e Billy Joe si avventa sul microfono urlando le prime frasi di ‘St.Jimmy’..le chitarre distorte si rifanno vive e le luci tornano ad illuminare il marasma di gente che si dimena sotto al palco; mi viene in mente:’ma che fanno un concerto solo con i pezzi dell’ultimo album? Cioè va bene però....’ non riesco a finire la frase che sul palco restano solo i membri ufficiali della band e appare ‘Bebby Blue’ (non so se l’ho scritto bene ma si pronuncia così) , la ormai mitica Fender Stratocaster azzurra e piena di adesivi che accompagna Billy Joe da quando era un ragazzino (“in teoria dovrei cambiarla ma...funziona ancora...” così disse in un’intervista di qualche anno fa).
Me lo diceva sempre anche lo Jap: “Cambia sta chitarra” e io rispondevo “funziona ancora”. Chissà, se l’avessi cambiata…saremmo famosi, invece di aver fatto un solo cd. Capolavori di arte moderna.

CONTEMPORANEAMENTE - PARCO COMUNALE DI TERRACINA: UNA PANCHINA QUALSIASI
“Hey Jap, come hai passato la notte?” “Secondo te? Ho tutta la schiena rotta. Fortuna che almeno è caldo. E va beh.” Il povero Jap vive senza fissa dimora, non ha niente da chiedere alla vita, se non tutto.
“Cos’hai oggi? Sembri triste.” Gli fa l’altro.
“No, è solo che oggi è l’anniversario della bancarotta della mia azienda”.
“Ma tu riesci pure a tenere il conto dei giorni?”
“Ho visto la data su questo giornale”.
Poi, lo Jap legge con noncuranza i titoli. Il più importante riportava la situazione di tensione tra i terrestri e i marziani e commentò: “Oh oh una brutta gatta da pelare per Aimone”.
In basso a sinistra un articoletto di cronaca: -‘I soliti ignoti 70 anni dopo: in manette’-.
Disse lo Jap: “Io me ne vado a cercare qualche mozzicone di sigaretta”.
“Io vado davanti al Bar Bone per vedere se riesco a tirare su qualche spicciolo”.

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
..”Tutto comincia a scaldarsi e anche la seguente ‘Holiday’ dedicata a Bush (“this is for George W. Fuckin Bush!!”) fa saltare tutti quanti...ma ecco il primo stacco: le luci si spengono e si accende una gigantesca palla da discoteca illuminata da tanti faretti, il palazzetto diventa tutto a pallini bianchi e Trè Cool (il batterista) inizia a suonare ‘Are we the waiting’, una canzone lenta e che fa subito alzare in aria tutti gli accendini e telefonini..sembra una tamarrata ma l’effetto è stupendo.
L’ultimo accordo si spegne lentamente e Billy Joe si avventa sul microfono urlando le prime frasi di ‘St.Jimmy’..le chitarre distorte si rifanno vive e le luci tornano ad illuminare il marasma di gente che si dimena sotto al palco; mi viene in mente:”ma che fanno un concerto solo con i pezzi dell’ultimo album? Cioè va bene però....” non riesco a finire la frase che sul palco restano solo i membri ufficiali della band e appare ‘Bebby Blue’ (non so se l’ho scritto bene ma si pronuncia così) , la ormai mitica Fender Stratocaster azzurra e piena di adesivi che accompagna Billy Joe da quando era un ragazzino (“in teoria dovrei cambiarla ma...funziona ancora...” così disse in un’intervista di qualche anno fa).”
[Scena reale.
Bernh in preda ai fumi dell’alcool si avventa in prima fila e grida: “Oooh, ma che fate? Un concerto solo con pezzi dell’ultimo album? Oooh!!”. Billy Joe si gira verso Bernardo guardandolo con fare cagnesco.
Bernh: “Cioè va bene, però….” Non riesce nemmeno a finire la frase che un addetto alla security gli molla un diretto in pieno stomaco, facendo rinsaccare i polmoni del malcapitato, e lo trascina via. Intanto sul palco restano solo i membri ufficiali della band, perché gli altri sono scesi a prendere a calci e pugni il Bernh. Quando appare Bebby Blue, la mitica Fender Stratocaster azzurra e piena di adesivi che accompagna Billy da quando era un ragazzino, nessuna poteva sapere che avrebbe smesso di suonare per sempre perché spaccata dal proprietario sulla schiena del Bernh stesso (“Così ho una valida ragione per cambiarla..” avrebbe detto Billy a fine concerto).]
”Ed il resto si può intuire...Mike (il bassista) parte con il giro introduttivo di ‘Longview’ e la gente impazzisce...si salta ancora di più e quando a quella piccola perla del 1994 seguono canzoni come ‘Hitchin’ a ride’ ,(la canzone che mi portò ad amare il punk [“Romizi Bernardo: è un giorno importante, il più importante di tutta la tua vita. Prendere i voti significa affidare tutta la propria esistenza, anima e corpo, al Signore Nostro Dio Misericordioso.” “Ne sono consapevole ed è per questo che sono sempre più convinto del passo che starò per fare. Non avrò pentimento o dubbi. Mai. Questa è la mia vita.” Nel frattempo fuori, in strada, si ferma un’auto a causa del semaforo rosso e non per un’avaria all’impianto di raffreddamento, come si ipotizzò in principio. L’autoradio, accesa sulle frequenze di Radio Garognola, a tutto volume infondeva le note della canzone ‘Letti’ di Umberto Bindi’ – “Ma che è sta merda…” disse il guidatore, e mise una cassetta nel mangiarsi. Ora stava ascoltando ‘Hitchin’a ride’ dei Green Day. Bernardo udì e si fece ammaliare, inebriato dalle sonorità punk della canzone. Il vescovo: “Allora veniamo al sodo e completiamo la ritualità della procedura; tu Bernardo ti impegni a prendere i voti...” lo interrompe il Bernh e dice “Ma col cazzo pretaccio, sente come spigne ‘l punk, mannaggia al clero. Ve saluto, manica de stronzoni…” ed uscì per andare subito ad istruirsi sul mondo punk e dintorni. Camminando per strada, fu sfiorato dall’ambulanza che sfrecciava a sirene spiegate per andare a prelevare il vescovo, colto da infarto.]). Poi ‘Brainstew’ e ‘Jaded’: mi viene ancora adesso la pelle d’oca...e non dimenticate che nessuna canzone è suonata liscia e prevedibile...ogni occasione per Billy è buona per saltare, fermarsi, far continuare solo il basso e la batteria e intrattenere la gente coinvolgendola in ‘eeooo’ e ‘one two three four!!’,oppure armandosi di un grosso fucile ad aqua per innaffiare la gente (aiutato da un ragazzo scelto tra il pubblico) mentre raccoglie tutte le cose che gli vengono lanciate addosso e fa sorrisi ai tanti che gli urlano da sotto al palco…

DA “LA PADANIA” DEL 12 LUGLIO 2048
- I soliti ignoti 70 anni dopo: in manette –
No, non è il remake del famoso film, è accaduto ieri alla sala bingo di Pieve di Soligo, nel trevigiano. Tre vecchietti tentano di rapinare, nella nottata, l’intero incasso della serata. Avevano organizzato tutto nei minimi particolari, ognuno aveva un ruolo ben preciso. Il primo, Lone Mario, doveva neutralizzare gli allarmi e immettere nel sistema di telecamere a circuito chiuso, una registrazione dei locali in stato di normalità. Il secondo, Luca Perano, faceva il palo. Il terzo, Paolo Castellani, insieme Lone Mario, sono riusciti ad arrivare fino alla cassaforte superblindata [“Dai Mario, viola i codici di questa fottuta porta blindata e diventi il mio idolo”. “Bene, ora siamo io te, dovrò usare tutta la mia abilità….sé ‘l Tigno se era di qui, diceva subito ‘La squadra di Pieve di Soligo è’…e te cacciava un nome assurdo.” “Ma che dici? Concentrati, cazzo”. “Ma io se parlo lavoro meglio.”]. Dopo aver racimolato un bottino di 23mila Euro, sono fuggiti, ma sono stati traditi dalla maldestra abilità di guidatore di Paolo Castellani che è andato a sfondare in retromarcia la vetrina della banca adiacente. Sono stati poi bloccati dagli agenti della questura di Treviso, mentre fuggivano a piedi, fermati praticamente a 15 metri dalla macchina. E pensare che avevano tutto il tempo per dileguarsi: come si dice le articolazioni non più ben oliate hanno dato una mano alla polizia. Sono così stati arrestati. E’ quello che ha riferito il Questore Alessandro Bagagli nella conferenza stampa.

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
“...ma eccoci a quello che fa dei Green day la miglior live band che abbia mai visto...immagino che per molti che leggono queste righe il sogno della vita sia suonare sopra un palco con 15mila persone davanti.. Magari in un palco insieme ai Green Day no?
Ebbene...Billy Joe inizia a suonare ‘Knowledge’ una vecchia canzone degli Operation Ivy di cui avevano fatto una cover ormai più di 15 anni or sono..a metà si ferma e dice “adesso ho bisogno di tre di voi...sì tre di voi: un batterista,un chitarrista e un bassista..chi vuol venire a suonare qua?”...il forum impazzisce e si alzano mille mani...salgono sul palco tre ragazzi (il batterista scelto stava proprio di fianco a mio fratello che sbraitava per salire..che sfiga eh? E dire che avrebbe fatto un figurone vista la bravura...) e increduli abbracciano gli strumenti e seguono le istruzioni dei Green Day su come suonare; il provetto batterista,colpito da una forte emozione ( e ci credo!) non riesce a soddisfare le richieste per bene e torna tra la gente mentre Trè torna a marcare il tempo...gli altri due sono al settimo cielo, il bassista suona tranquillamente attento a non sbagliare mentre il chitarrista abbraccia una delle tante chitarre di Billy e suona muovendosi spigliatamente lungo il grandissimo palco...sempre Billy ricomincia a cantare e fa terminare la canzone ai due fortunatissimi con un salto dal ripiano della batteria...poi si avvicina al ragazzo con la chitarra che fa il gesto di rendergli il prezioso strumento...lo ferma e con il microfono alla mano gli dice “no no...adesso questa chitarra è tua”...vi rendete conto? Quello se ne va incredulo con un sorriso a cento denti e la chitarra stretta al petto...l’altro viene incitato sempre da Billy a prendere la rincorsa e a fare un lungo ‘stage diving’ dal palco...il quale torna nelle mani del gruppo e con lo stesso effetto di un’esplosione iniziano a echeggiare i versi canori di ‘Basket case’ ...io mi stropiccio gli occhi e salto in mezzo cercando di capire se tutto è un sogno o realtà, sballottato da un fiume di gente..ed ecco che dopo ‘She’ ritornano i membri aggiuntivi (tra cui il trombonista travestito da ape messicana dei Simpsons) e Billy Joe con una corona in testa comincia a saltare sulle note di ‘King for a day’.La gente balla dovunque e inaspettatamente la canzone inizia a deviare su altre note simili...note chi ricordano qualcosa...John Belushi?Animal house? Sì...Billy Joe comincia a cantare ‘Shout’ di Otis Day & The Knights e ancora di più il forum diventa un fiume di mani che si alzano e si abbassano al volere del cantante ormai ricoperto di sudore ma che non vuole ancora calmarsi...

CONTEMPORANEAMENTE: CARCERE DI “MARASSI” – GENOVA
Lone Mario: “Porca puttana Paolino: non ho fatto una figura di merda così grossa nemmeno quando m’ hanno trovato ubriaco al concerto dei Green Day che giravo col costume da coniglio rosa!!”
“Si ma io evado. Di qui dentro non ce rimango manco due giorni” replicò Paolo Castellani”.
Luca Perano: “’Nsè bono”.

CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
“…Alla fine della lunga baldoria tutto si ferma e sulle frase ‘I dedicate this song to Johnny Ramone’ un dolce arpeggio introduce ‘Wake me up when september ends’...di nuovo gli accendini e i telefonini illuminano tutto il Forum...anche questa finisce tra gli applausi scroscianti del pubblico e dopo una tirata ‘Minority’ con tanto di esibizione all’armonica di Billy, i tre scappano via dal palco salutando tutti...
...so che non può finire qua...subito dall’alto si abbassa un grande pannello illuminato a forma di scritta...’Green Day’ ovviamente...le due parole che compongono il nome cominciano ad illuminarsi a intermittenza e la gente segue le luci urlando sempre più velocemente il nome della band..la quale torna per il gran finale:
Parte ‘Boulevard of broken dreams’ , la bellissima quarta canzone di ‘American Idiot’ e dopo averci fatto cantare tutti quanti, il gruppo ci fa anche saltare al ritmo di ‘When I come around’,sempre apprezzatissima dopo ben 11 anni dalla sua uscita anche dai più piccoli sostenitori della band...
...arriva l’imprevedibile finale: Billy si toglie la chitarra e dal centro del palco intona le prime parole di “We are the champions” dei Queen,ebbene sì...e tra l’altro cantando benissimo anche dopo un’ora e mezza di concerto...le luci impazziscono e illuminano tutto mentre la gente si abbraccia e canta a squarciagola il ritornello suonato in chiave punk-rock...si sente un botto e dalla punta del palco esplodono due raggiate di coriandoli,colorati come la bandiera italiana,che inondano la platea di gente incredula e in preda ad un sogno ad occhi aperti....dopo il tripudio si abbassano le luci e rimane solo Billy illuminato a giorno da un unico faro bianco...’Time of your life’ colpisce come una lama al cuore,suonata con l’elettrica e un suono sporco che la rende ancora più struggente... devo ammettere che mi si sono riempiti gli occhi di lacrime vedendo un finale così ed ascoltando una canzone che per me,ma sicuramente per molti altri, rappresenta troppe emozioni forti...Billy alza con la mano destra il volume della chitarra e sollevandola in aria fa rimbombare fortissimo l’ultima nota della canzone che echeggia per vari secondi lungo il filaforum...e per molti di più dentro le orecchie di tutti i migliaia di ragazzi in estasi...


...poi il sogno finisce...Billy ringrazia calorosamente,lancia un po’ di plettri seguito da Mike e Trè che fanno lo stesso e se ne va...scompare dietro al palco salutando la gente che fa fatica a credere che sia tutto finito...ma come?Qual’è la vita normale? Quella fuori al freddo oppure questa ora e mezza di spettacolo indimenticabile?
La risposta è scontata ma devo dire che faccio fatica ad accettarlo...vedere un gruppo così..che dopo 16 anni di gavetta,successi inaspettati,critiche immeritate e gli attuali successi più che meritati...beh che cazzo si chiede alla musica? Che volete di più?
Non c’è di più...non so immaginare un concerto migliore..sono 60 anni che giro in lungo e in largo ma quella sera a Milano ho raggiunto l’apice...li avevo già visti nel 2000 a Firenze, ma questo che vi ho raccontato, è un’altra cosa…è l’esibizione che ha fatto dei Green Day un esempio per milioni di persone...lo spettacolo a cui tutti sogniamo di assistere....chi c’era lo sa bene...chi non c’era vivrà tranquillamente al riparo dalla cascata di emozioni che la serata ha provocato...chi c’era e credeva di assistere al solito concerto da gruppo di un etichetta ‘major’ è uscito a bocca aperta e chi c’era ed è ancora convinto di essere davanti ad un gruppo per bambini e/o creduloni ammaliati dalle multinazionali...beh che devo dire? Sarete ancora in grado di provare qualche emozione? Fine, firmato Bernardo Romizi. Scusa se mi asciugo le lacrime nipote, ma è sempre così: ogni volta mi viene il nodo in gola dall’eccitazione. Ogni volta che lo racconto è come se fossi ritornato.”

CONTEMPORANEAMENTE - CASA DI RIPOSO “SPITZGSTBERGEN” (MOENCHGLADBACH – GERMANIA)
“Zio, ma tu vorresti dire che chi non c’è stato, chi non ascolta i Green Day, chi ha altri gusti, chi si compiace nel fare altre cose, qualsiasi cosa, non provano emozioni?”
“?!?”

CONTEMPORANEAMENTE: NEW YORK
Tre cool a Billy. “Ma si può sapere cosa cazzo bisogna facce con queste colonne?”

CONTEMPORANEAMENTE: CIMITERO COMUNALE DI PERUGIA
Lapide di Marco Meschini, in vita ricordato come Tigno o Nocciolo. N 21-01-1980, M 29-09-2037
Improvvisamente la terra trema, il cielo è lugubre, un fulmine squarcia il cielo, comincia a piovere a dirotto. Una mano sbuca dalla terra fangosa, poi comincia a vedersi la testa decomposta. Fuori con la testa e le braccia, come un morto vivente di Romero, esce il Tigno che, assecondato da un altro fulmine, dice:
“E’ la Pievigina, ignoranti, uahuahuah”.



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