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Il ritorno del Nocciolo

 
A grande richiesta torna il Nocciolo.
Un mese è passato (la rivista è mensile dopotutto) e il viaggio in Spagna è stato assorbito e dimenticato. Ecco, è questo il punto: ho cercato di ricordare gli avvenimenti spagnoli, ma molte "immagini mancanti" sono rimaste mancanti. Per cui ora farò una breve rassegna degli eventi rimembrati.
02/03/2003 ore 23.00: partenza da Perugia. Il furgone, guidato con estrema noncuranza da Canizzo, sfreccia per le strette vie del centro sfiorando auto, specchietti delle auto, vecchi e bambini. Reazioni dei passeggeri: Canizzo si pronuncia solo con "che bù, eeee vabbuò"; la fila centrale era ignara di tutto e perciò tranquilla; la fila di destra (Mario su tutti) aveva la faccia sbiancata e gli occhi rossi (ma questo per un altro motivo).
Caricati gli strumenti, momenti di tensione a causa di individui facinorosi che rompevano i coglioni hanno fatto salire un non so che di voglia omicida. Ma un lungo viaggio ci attendeva e via lungo la superstrada.
All'altezza di Corciano l'atmosfera nel furgone era nebbiosa.
Usavamo spesso le cartine....ma la strada la conoscevamo bene per intenderci. Fatto sta che i chilometri scorrevano sotto le ruote e tra chi dormiva, tra chi discorreva e tra chi fumava, si fà l'alba.

Il tratto francese era contrassegnato da caselli autostradali in continuazione, roba da esaurimento nervoso. Il sole ormai filtrava la nebbia del furgone e illuminava i pallidi visi che reagivano come i vampiri. Non solo: era da Perugia che i segnali dei telefonini interferivano con la radio, pensa che sega!
... E a Marsiglia ce sbagliamo ooohhhh era ora no? Poi ancora caselli, interferenze e sigarette e arriva la pioggia. A Toulouse c'artrovamo per caso all'aereoporto, sempre per caso ci ritroviamo sulla giusta rotta e finalmente a metà pomeriggio siamo nei pressi di San Sebastian e con molta calma verso le 19,00 siamo a Valladolid. E Bernardo? A Madrid, logico no? A prendere Aimone che sbarcava con l'aereo (già fa la parte della star viziata e preziosa): solo che già si beava della presenza delle hostess, invece c'erano gli stuart ed uno di questi doveva fargli da tutore perchè Aimone è minorenne. Secondo me gli ha fatto un bel check-in lo stuart sì sì, c'aveva na ruzza il regazzì i giorni dopo e mangiava di continuo le baguette (l'ho scritto bene?).
Insomma ci accoglie la coinquilina del Bernh: tutti noi con certe facce e immobili dalla stanchezza; sembrava de sta al museo delle cere.
Mah, il modo con cui ci ha accolto e come l'abbiamo trovata merita lo spazio di un'altra puntata: la prossima.
Noi a Valladolid ci siamo arrivati, il resto....
.... amò nciò voglia e non insistete.

Ciao.

E soprattutto non perdetevi l'intervista con Aimone che parlerà? Ma dello stuart ovvio







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