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Inseguivo un sogno da tempo, ma questo tempo non veniva mai; lasciava che le scarpe si logorassero sull’asfalto bollente della sala d’attesa dell’eterno martirio.
Non c’era speranza che la luna strizzasse l’occhio al destino. E sognare di inseguire un sogno, sperando che quel sogno trasformi la realtà in…..
Aperti gli occhi, la valle del silenzio ricoperta dalle sue mille luci trasmise impulsi solleticosi ai miei pensieri meticolosi.
Una goccia salata scivolò via dal viso e cadde a terra, una terra crepata dalla siccità, che reagì con sussulti viscerali di sete vitale. Rotolai sulla pelle del mondo, cielo, terra, cielo, terra…poi il vuoto.
Credere di volare inseguendo un sogno: ma cosa dici. Stavo volando però, e pure cantando. Un motivo che mi riconduceva al sogno che chissà dov’era finito….

[c:]”Molti mari e fiumi
attraverserò,
dentro la tua terra
mi ritroverai.
Turbini e tempeste
io cavalcherò,
volerò tra i fulmini
per averti.
Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto,
occhi di sole
bruciano in mezzo al cuore
amo la vita meravigliosa.
Luce dei miei occhi,
brilla su di me,
voglio mille lune
per accarezzarti.
Pendo dai tuoi sogni,
veglio su di te.
Non svegliarti, non svegliarti ancora.

Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto.
Occhi di sole,
mi tremano le parole,
amo la vita meravigliosa.

Meravigliosa creatura,
un bacio lento,
meravigliosa paura
di averti accanto.
All’improvviso
tu scendi nel paradiso.
Voglia di amare meravigliosa”(G. Nannini)[c/]

Improvvisamente dimenticai il motivo ed anche come si faceva a volare. L’impaccio non faceva parte dei miei piani e precipitai a capofitto sulle mie fobie mai guarite. Non sapendo come fermare il processo involitivo che mi rendeva diverso da come volevo essere, lasciai che il sogno andasse perso per la sua strada.
Precipitando al suolo, mi resi conto che non serviva a niente aver paura dell’impatto col suolo. E’ tutto un gioco più grande di me, poi il gioco diventa imbarazzo, si trasforma in ruvidezza e finisce in silenzio. Perché? Se fossi in grado di rispondere non attenderei che la terra si avvicini a me per schiaffeggiarmi, ma urlerei tutta la rabbia che lascio in gabbia . Ed ora sono solo, vento in faccia a testa in giù e urlo, non di paura, ma di voglia di cambiare. Credete nei miracoli? Non fa differenza, vi darò io stesso la sentenza: un esasperante senso di disperazione fece riafforare a galla l’arma vincente per salvarmi e fu per caso che rividi quel sogno e ricominciai a volare. Planai a terra leggero come una piuma. Credere di volare è come inseguire un sogno irrangiungibile. E la storia continua tra sguardi, occhiate, una parola, lunghi vuoti di intendimenti.
Finalmente una benedetta sera di fine luglio trovai le chiavi del Paradiso, e lo erano. Peccato che riaffiorarono una dietro l’altra tutte le fasi del mio estraneamento dal mondo. Insomma feci un passo per smuovere finalmente le acque rimaste per troppo tempo piatte e mi ritrovai incredibilmente davanti al sogno che da tanto tempo inseguivo.
Avevo aspettato in silenzio per tanti, troppi mesi, di essere al posto mio in quel momento.
Un senso di calore improvviso investì il mio corpo partendo dal viso, il cuore cominciò a battere talmente forte che il respiro non riusciva a tenergli il passo. E sentii l’affanno come se l’aria non fosse mai abbastanza. E la testa si stava svuotando di idee e riempiendo di niente, quel niente che io so che non andava bene, ma quel niente mi paralizza i muscoli.
Silenzio.
So cosa dovrei fare.
Ma non lo faccio.
Silenzio.
E la sistuazione comincia a sfuggire dalle mie mani.
Penso.
Vorrei rendere tutto romantico, invece riesco solo ad essere tragico.
Quando la situazione è irrimediabile, rimango a sentire la vergogna per la timidezza fobica che viene scambiata per la sfigatezza del non essere “sveglio” abbastanza per prendere il sogno a piene mani e viverlo intensamente anche solo per un secondo.
Ora quel sogno non c’è più, le chiavi del Paradiso si dissolvono tra le mani.
Silenzio si aggiunge ad altro silenzio.

[c:]”Di persone silenziose
ce ne sono eccome
sono timide presenze
nascoste tra la gente
Ma il silenzio fa rumore
e gli occhi hanno un amplificatore
quegli occhi ormai da sempre
abituati ad ascoltare
Persone che non san parlare
che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno possa sapere
i loro piccoli e grandi
contraddittori pensieri
E all’improvviso scappi via
senza salutare
i tuoi occhi scendono le scale
non so cosa vanno a fare
se a commuoversi o a sognare
ad arrabbiarsi o a meditare
ma nell’anima si sa
c’è sempre molto da fare
Persone che non san parlare
che mettono in ordine i pensieri
persone piene di paura
che qualcuno voglia giocare
coi loro piccoli e grandi
contraddittori pensieri
All’improvviso scappi via
senza salutare
... vorrei essere un angelo
per poterti accompagnare” (L.Carboni)[c/]

Aprire la porta ed osservare il tuo viso che usciva dalle lenzuola mentre dormivi ed un bacio di cui nemmeno ti accorgesti è l’immagine che tra mille mi rimbalza in testa.
Così non mi rimane che scrivere…
… e sognare di inseguire un sogno, sperando che quel sogno trasformi la realtà in sogno ed il sogno in realtà, trovando le parole che interrompano i silenzi fino a quando il silenzio non renda neccessaria alcuna parola.



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