The Farters Web
 

La Matrioska Etruska

 
Tg1 in diretta da Perugia: “Il mostro dopo aver fatto la sua comparsa nella periferia della città ed essersi lasciato alle spalle un morto e diversi feriti per incidenti stradali, nella notte è stato avvistato nelle immediate vicinanze del centro storico. Anche lì lascia la scia, scusate il gioco di parole, di sangue con due morti. In questo momento le sue tracce si sono perse. La popolazione è stata allertata, le strade sono deserte, le autorità pattugliano tutte le zone urbane…per il momento è tutto, la linea torna a Roma”. La giornalista, terminato il collegamento, continua: “E certo, sono tutti dentro le proprie case e gli unici stronzi fuori per le vie siamo io te, intendo civili”, rivolgendosi al cameraman, mentre il cameraman stesso è intento nel sopraffine gesto di espulsione di liquido salivare in eccesso misto a catarro, lasciando così a terra una vistosa macchia giallastra.
“…Incivili, mi correggo” dice la giornalista d’assalto…”Si ma tu stai male,cocco” guardando verso il suolo dove riluccicava la ‘scatarrata’.
Il cameraman risponde: “Beh non siamo gli unici ad essere fuori, guarda laggiù…”
“Oddio….è il mostro? Richiama Roma, richiama Roma muoviti, laggiù c’è la chiave del nostro successo e riprendi tutto…”
Cameraman: “Che è un mostro non c’è dubbio, guarda quanto fa schifo, ma sei sicura che sia quel mostro?”
Giornalista: “Sembra innocuo ed anche abbastanza lento…e quanto puzza, mamma mia quanto fa schifo”.
Quell’essere, intanto, ansimava sul marciapiede della strada…era la Matrioska Etruska.
Parla Mario: “Troia, vience tu de corsa dalla Germania co sti 3 qua dentro”
Cameraman, rivolgendosi alla giornalista: “Forse dovresti sposarlo, è stato il più gentile con te negli ultimi dieci anni”.
Da Roma: “Siete in onda”
Giornalista: “Signore e signori, quello che state vedendo non è, con molta probabilità, il mostro che tutto l’esercito sta cercando, ma è sicuramente uno scherzo della natura. Eccolo, osservate, si sta muovendo molto lentamente, ma molto molto lentamente, sta mettendo il piede destro sul manto stradale…”
Tigno: “Mario ce stanno a sorpassà le lumache e le tartarughe c’hanno tamponato”
Mario: Sta zitto marchì, sta zitto”
Paulie: “Calma Tigno, calma che c’arrivamo dall’altra parte della strada”
Il Paulie non fece in tempo a finire la frase, che il tempo si fermò davanti ai loro occhi. Un tir che trasportava azoto liquido per il raffreddamento dei budini al cioccolato destinato alle mense scolastiche, gli stava piombando addosso.
Tutta l’Italia, che guardava l’edizione straordinaria in diretta sul Tg1 alle 16,40, stava col fiato sospeso.
Viale Mazzini, ufficio reclami della Rai, squilla uno dei tanti telefoni: “Pronto?”, “Pronto, chiamo da Corleto Perticara in provincia di Potenza: io non pago il canone per darvi la possibilità di trasmettere questa spazzatura sulla tv pubblica, per diù sul primo canale nazionale. Che è? Un altro dei vostri ridicoli regality sciou? Ridateci Cucuzza e la Vita In Diretta…e il carosello…pronto…pronto…”
Torniamo in diretta, tanto per usare un termine televisivo.
L’impatto non avrebbe lasciato scampo a nessuna forma di vita: ma la Matrioska Etruska si tempra ed il Tir comincia ad accartocciarsi come un leggerissimo foglio di lamiera.
Cameraman: “Assomiglia fottutamente alla Cosa”.
Intanto l’azoto fuoriuscito dai rottami del rimorchio aveva creato una spessa nube, per alcuni minuti non si riuscì a vedere niente. Quando finalmente la visibilà tornò ottimale nessuno potè capire fino in fondo la gravità della situazione. Il mondo era in pericolo, minacciato da un mostro terrificante e l’unico essere che poteva fermarlo, anche se nessuno questo lo sapeva, non versava in buone condizioni…ora capirete perché. La sola preoccupazione fu quella di allestire in fretta e furia un titolo da mandare in onda ormai in diretta mondiale, dal titolo “Il mostro di cristallo”.
Giornalista: “Bene, pubblico, ora mi avvicinerò al mostro reso innocuo dall’azoto liquido…”
Infatti la Matrioska Etruska era rimasta cristallizzata dagli effetti dell’azoto ed era più fragile di un castello di carta minacciato da un ventilatore. La posizione della Matrioska Etruska era alquanto bizzarra: Mario aveva l’espressione tipica di una persona che deve recarsi urgentemente in bagno: era la conseguenza dell’essersi temprato per attutire il contatto col tir. Il resto del corpo non era visibile in quanto era avolto dalle lamiere del camion ed in effetti il viso di Mario usciva fuori dal finestrino. Oltretutto la testa del camionista si era spappolata su quella di Mario, che risultava, dunque, sporco di sangue e di materia cerebrale.
Tigno: “Mario, passeme la mandibola che la splucco, mmm c’ho già l’acuolina in bocca”.
Mario: “Sta zitto Marchì, sta zitto” dopodichè anche la bocca si immobilizzò.
Paulie: “Calma, Tigno, calma, che dall’altra parte della strada mesà che ‘n c’arrivamo più”. Ed anche lui non potè poi dire più nulla.
Giornalista: “Dalla regia mi dicono che intanto è pronto un servizio sull’azoto, ritorvato negli archivi di Superquark…mandiamolo in onda”.
Piero Angela: “Entriamo ora nel periodico angolo della ‘Tavola periodica’: questa sera parliamo dell’azoto. L'azoto è l'elemento chimico di numero atomico 7. Il suo simbolo è N. L'azoto è costituente fondamentale delle molecole organiche più importanti dal punto di vista biochimico come il DNA, le proteine e le vitamine, oltre che di composti inorganici estremamente diffusi e importanti come l'ammoniaca e l'acido nitrico. L'azoto molecolare (N2, composto di due atomi di azoto) è un gas incolore, inodore, insapore e inerte che costituisce il 78% dell'atmosfera terrestre.
In questo filmato con la voce di Claudio Capone vi forniremo alcuni cenni storici sull’azoto, poi, quando torneremo in studio, il fisico Paco Lanciano ci mostrerà alcuni processi per arrivare alla creazione dell’azoto liquido. Inviato a Little Rock in Arkansas, Alberto Angela ci introdurrà nel più grande stabilimento di azoto liquido del mondo”.
Via al servizio: “Daniel Rutherford, un allievo di Black, è considerato lo scopritore dell'azoto, nonostante esso sia stato contemporaneamente scoperto da Pristley, Scheele e Cavendish.
Black, scopritore dell'aria fissa , ovvero l’anidride carbonica, aveva osservato che bruciando una sostanza "carboniosa" in un recipiente chiuso e assorbendo l'anidride carbonica che si sviluppa con potassa caustica, il KOH, permane un residuo gassoso.
Rutherford studiò questo gas nel 1772 e notò che non mantiene la combustione…”
Intanto fuori onda, la giornalista: “Ma che sono ste stronzate, ma torniamo in diretta che sennò la gente cambia canale”
Servizio: “….e la respirazione, che contrariamente all'anidride carbonica non viene assorbito da sostanze caustiche, ma non lo riconobbe come una distinta specie chimica e lo considerò come aria atmosferica saturata con flogisto. Fu Lavoisier a riconoscere che l'aria è una miscela di un gas attivo, che cioè mantiene la combustione e la respirazione, l'ossigeno, e un gas inattivo, l'azoto.Azoto deriva dal francese azotè, voce formulata dallo stesso Lavoiser che significa ……”
Giornalista, mentre la diretta è già stata ripristinata: “Dobbiamo subito interrompere questo servizio di merda e rimandarmi in diretta…”
Cameraman, sottovoce: “Sei già in onda”. E gli fuoriesce una mezza risata.
Giornalista: “…ehm, allora riprendiamo la linea, qui in diretta da Perugia, per intervistare, l’ormai innocuo essere che pare non sia, però, il mostro che sta seminando morte e terrore…ci avvicniamo lentamente…fortunatamente l’azoto ha cancellato il maleodore insopportabile che quest’essere emana. Dunque innanzitutto già sappiamo che è italiano per essersi espresso nella nostra lingua poc’anzi. Ora gli chiediamo come si chiama, se è in grado di esprimersi, vista l’immobilità: Può dirci come si chiama?” Niente, non poteva minimante muoversi. La Matrioska Etruska era una diventata una statua aggrovigliata dentro la motrice di un tir.
A questo ci si cominciava chiedere: cosa succederà ora? Gli scienziati mobiliteranno le loro menti per studiare il caso? Sapremo la verità fino in fondo? In attesa di qualche certezza e dell’arrivo della forze dell’ordine spiegate nel territorio per la cattura del vero mostro, quasi dimenticato, la giornalista mandò in onda un sevizio di approfondimento per riempire lo spazio televisivo, mentre dietro di lei c’era il solito pazzo con in mano un cartello con su scritto www.paolini.it.
Parte il servizio: “…’E l’Eterno disse: Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave, io scenderò e vedrò... Allora l’Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’ Eterno; ed egli distrusse quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro, e diventò una statua di sale. E Abrahamo si levò la mattina a buon’ora... guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo d’una fornace. Così avvenne che, quando Iddio distrusse le città della pianura, Egli si ricordò d’Abrahamo, e fece partir Lot di mezzo al disastro, allorché sovvertì le città dove Lot avea dimorato.’…Questo passo della Genesi riporta nella storia il più grande fatto di trasformazione da uomo a statua….‘E la moglie di Lot, essendosi voltata indietro, fu cambiata in una statua di sale.’ Quanto più ci si avvicina al limite meridionale del Mar Morto, tanto più arida e selvaggia diventa la regione, tanto più pauroso e opprimente lo scenario delle montagne che la circondano. Si ergono avvolte in un eterno silenzio: le loro pareti frastagliate cadono verticalmente sull’acqua dalla quale traspare il loro biancore cristallino. L’immane catastrofe ha lasciato un’impronta incancellabile su questa contrada. Ogni tanto si vede passare un gruppo di nomadi per queste valli aspre e dirupate, in cammino verso l’interno del paese.
Dove le acque oleose terminano nel sud, cessa d’un tratto anche l’opprimente rupe rocciosa, per far posto ad una depressione salinosa e paludosa. Il terreno rossiccio è solcato da innumerevoli rigagnoli ed è piuttosto pericoloso per il viandante distratto. La depressione s’inoltra a sud verso la valle desertica d’Araba, che arriva fino al Mar Rosso.
Ad ovest della riva meridionale, in direzione del biblico paese del Mezzogiorno, il Negev, si stende da nord a sud un dorsale collinoso alto 45 metri e lungo 15 km. Sui suoi pendii sotto la luce del sole si osserva uno sfavillio come di diamanti. E’ un raro fenomeno della natura. La maggior parte di questa piccola catena di alture consiste di puri cristalli di sale. Gli arabi la chiamano Gebel Usdum, nome antichissimo nel quale si è conservata la parola Sodoma. Molti blocchi di sale, lavati e staccati dalla pioggia, sono precipitati in basso. Hanno forme strane, alcuni stanno ritti come statue. Nei loro profili sembra a volte di scorgere all’improvviso figure umane.
Queste singolari colonne di sale ci ricordano vivamente la rappresentazione biblica della moglie di Lot, che fu trasformata in una statua di sale. La scintillante montagna di sale si trova nelle immediate vicinanze della sprofondata valle di Siddim. Anche chi poté fuggire dall’ epicentro della catastrofe difficilmente riuscì a salvarsi dai vapori di gas venefici che si stendevano su gran parte della regione. E tutto ciò che si trova in prossimità del mare salato anche oggi si ricopre in breve tempo di una crosta di sale.”
Finito il servizio la giornalista riprende la linea: “Allora, la situazione è cambiata non molto, sono arrivati polizia, esercito ed esperti per decidere il da farsi….sicuramente la statua sarà trasportata in laboratori specializzati per essere analizzata per poter così risalire alla verità, si vociferà pure che sarà poi trasportata in museo, ma questa sarà solo la destinazione finale. Ora l’obiettivo è quello di rimuovere le lamiere e pensare al trasoprto senza procurare danni alla ‘Cosa’.”
La Matrioska Etruska poteva finire esposta in museo? Quale fine ingloriosa.
Era viva la Matrioska, immobile, ma momentaneamente viva, e poteva pensare, anzi potevano pensare. Pensiero del Paulie: “Dove ce portono al Museo delle cere? Con Becks, Al Capone e ‘l Brad? Eh ma tanto ta me ‘n me se vede, che c’ho Lone come bara: sto sarcofago”
Lo Jap non oteva pensare: putroppo era deceduto da 12 ore: morte per asfissia.
Pensiero del Tigno: “Sono vivo, ma praticamente morto, ricorderò l’ultima fase della mia vita per essere vissuto come una pianta…e la senzazione è di quelle in cui si vede un cane che alza la zampa per pisciarmi addosso e devo fa finta de niente…”
Altro pensiero del Paulie: Non cambierei nulla di quello che ho fatto…muoi con i miei amici e questo è un onore….per loro, ah!”
Pensiero di Mario: Mario ricordava un’albero di mele, sotto quell’albero un asino che dormiva con le mosche che gli ronzavano intorno al muso. Ad un certo punto una pesca gli cade in testa e l’asino si sveglia di colpo: “Ma che cazz…una pesca? Ma questo è un albero di mele.” Un serpente che strisciava su un tronco gli disse: “Noo, questo è un albero magico”. E l’asino: “Ce credo, invece delle mele cadono le pesche, i rami sono a forma di serpente…”, il serpente stizzito lo epitetò: “Asino di un’asino, pensa più profondamente e non ti soffermare a quello che vedi…ti darò un aiuto, se qualcosa ti colpisse ora, tu finiresti in mille pezzi e più…in questo caso?” E l’asino: “Eh in questo caso? Perché dovrei finire in mille pezzi? La statua è Mario, è lui che finir…ah e così, in questo caso riceverebbe la pace eterna e non finirà in un museo?” Ed il serpente: “Sì, scusa, ho fatto confusione…è Mario che si frantumerebbe, ma allora perché parlo con te? Forse perché Mario non riesce a pensare ad altro che a noi, invece di pensare alla soluzione?” L’asino risponde: “Allora saremo forse noi incaricati di fargli capire qual è questa soluzione? Dicevamo, se fosse colpito da una pesca…” ed il serpente, “…o da qualsiasi altro oggetto, immagino”….”…immagini di sì, o con qualsiasi altro oggetto, finirebbe in mille pezzi…e poi?”. Il serpente: “E poi lo…lo…lo…caro Mario mi sa tanto che sei fottuto, non c’è soluzione, il nostro compito è finito.” Allora Mario pensò: “Non c’è alternativa alla morte, ma almeno se finiremmo in mille pezzi non saremmo costretti ad essere umiliati in un museo, come un leone in gabbia”.
A quel punto c’è il colpo di scena: la giornalista sgrana gli occhi perchè dietro il cameraman vede il mostro tanto ricercato quanto odiato. Inizia una sparatoria a senso unico verso il mostro da parte di tutte le forze dell’ordine. I proiettili non lo scalfiscono affatto e lui, il mostro, entra in azione in grande stile: per impossessarsi del microfono, strappa direttamente il braccio alla giornalista, che sviene a terra dal dolore. Tutti scappano, compreso il cameraman che lascia cadere la telecamera ancora accesa.
Tenendo il braccio della giornalista in mano, col microfono a sua volta, nella mano della ancorwoman, parla finalmente il mostro: “Salve a tutti salami, sapete chi sono? Un tauruz, ahahah…fagieni, io sono YellowRatBerni e vi ucciderò uno ad uno…bulizzimo…ma poniamo la parola fine a questa storia…dunque: la statuaz che vedete era l’unica vostra salvezza, l’unico essere che poteva contrastarmi…l’esperimento è andato male capite? No? Non fa nulla….”
Lasciò cadere il braccio col microfono, prese la sua arma micidiale, uno yo-yo gigante che azionò a velocità altissima verso la Matrioska Etruska.
Il mondo intero vide frantumarsi in migliaia di piccoli pezzi la loro ancora di salvezza…nessuno saprà mai il suo nome: La Matrioska Etruska…che ora non c’è più.
YellowRatBerny si dileguò: il suo gioco era lento e doloroso: ma davvero non c’è modo di distruggerlo con le armi a disposizione dell’uomo? Sembrebbe di no.


Questa non era l’ultima puntata ahah, così il Bernh dirà ancorà che non finisco le storie ahah.
La prossima narrerà dell’epilogo della Matrioska Etruska: cosa succederà?



Per informazioni: info@thefarters.com