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La sfida

 
LA SFIDA

Un manipolo di eroi, le luci illuminano il campo di battaglia, una palla da rincorrere: la sfida di tutti i tempi può avere inizio. No, non è l’Old Trafford di Manchester, non è il Bernabeu di Madrid, non è il Meazza di Milano, non è il Curi di Perugia, né il Cino e Lillo del Duca di Ascoli e non è nemmeno il San Biagio di Gubbio. E’ molto di più: è la strada, la piazza, è la passione, una palla e il Maracanà si innalza maestoso intorno a te.
I gladiatori escono di casa: ma si dimenticano polmoni, gambe, milza e fegato.
Spuntano dai fumi della città, il campo li attende.
E’ l’ora!
Buonasera dal vostro inviato: qui la temperatura è fresca, il campo in perfette condizioni. Tra poco agli ordini del Signore Aiutaci Tu stanno per scendere in campo i quartetti base di questa sfida epica di street basketball. Da una parte, The Infarters Band: Bernh, la tigre del ribaltabile ; Aimone, il rompicoglioni del versante tirrenico; Marione, la patata delle McCain e Jacopo, la capra di Case Bruciate.
Dall’altra parte, i Cumuli Nembi and Cricket Club: Lorenzo, il filosofo del bassoventre; Diego, il vichingo del tappo di sughero; Canizzo, encefalogramma piatto e Marchino, il killer tascabile e facile da usare.
La gara è iniziata e già è condizionata dalla stanchezza che assale i contendenti come il buio avvolge la notte. Il tasso tecnico molto basso fa presagire una gara maschia e spigolosa, adatta alle qualità fisiche di Marchino, il quale, ricordandosi i suoi remoti trascorsi nel minibasket, dove vestiva i panni del play-maker, non disdegna anche alcune giocate di spessore tecnico-tattico elevato. Dall’altra parte la squadra è supportata da un Bernh che ha qualcosa in più degli altri da mostrare e da suo fratello. Complice una condizione fisica umiliante e una mancanza totale, per quanto riguarda la maggior parte dei giocatori, di una minima conoscenza delle regole del gioco del basket, ecco che vengono fuori alla distanza le doti insospettabili di uomo-boa di Mario. Tutti i palloni passano dalle sue parti: ed è solo un dettaglio il fatto che lui non se ne accorga nemmeno. Tentativi di tiri da fuori area, infrazioni di “passi”, stoppate clamorose, “terzi tempi”, passaggi da dimenticare, assenza di ogni minima base per giocare: in questo scenario gli Infarters vanno sul 2-0 con Bernh. Dopo un tentativo di break non riuscito, un contropiede fulmineo di Marchino pone i compagni nella posizione ideale per siglare l’aggancio e siamo 2-2. I ritmi rallentano, già si guarda il cronometro, ora si cammina soltanto in mezzo al campo: la partita è cominciata da 2 minuti. Poi arriva improvvisa l’accellerazione impressa alla gara dai fratellini che porta gli Infarters a +4 con un parziale di 4-0. Sul 6-2 diventa dura recupere, ma il match si riapre a metà della terza frazione: sul 6-4 gli stimoli si riaccendono ma l’8-4 spezza le gambe ai Cumuli Nembi che recupereranno lo svantaggio solo in maniera parziale. Il risultato finale sarà di 10-6 per gli Infarters. Terminato l’incontro, l’epilogo.
I vincitori, The Infarters: Bernh, viaggio premio in Gambia con biglietto di sola andata.
Aimone, diventerà a breve il presentatore di Art Attack.
Mario, vince una notte con due strafiche assurde ed un tavolino di vetro con montarozzo annesso e banconota arrotolata da 50 euro da sfilare dalle bocce enormi di una delle superbellezze. Fonti della società riveleranno che Mario non ha mai potuto usufruire della vincita perché una clausola includeva di arrivare nell’appartamento (dove tra l’altro entrando avrebbe visto le ficone in fase di lesbicata e il poter pensare “questo è tutto per me” sarebbe stato il massimo per chiunque) con un massimo di 2 ore di ritardo. Lui è arrivato dopo 5 ore e 10 minuti borbottando “…che merde…”, ignaro che a quell’ora l’appartamento era prenotato da 4 gay tutti lubrificati e pronti a far rombare i motori. Diciamo solo che Mario ha sentito tutti i cavalli-vapore sfoderati dai 4.
Jacopo vince una confezione di caramelle al pompelmo, ma a consegnargliele saranno tre ragazze pin-up con un abitino succinto tale da essere sfilato appena saranno entrate in casa. Rimaste in bikini (di quelli quasi invisibili), sdraieranno Jacopo sul letto e…bravo Jap stavolta hai fatto centro. Una sola nota di demerito per Jacopo: si poteva evitare di ripetere in continuazione durante il rapporto “Dove sono le caramelle”. Eh le caramelle ce le avevano e ben nascoste: e aribravo Jacopo. Credo che si sia voluto premiare colui che ha contribuito in maniera determinante a non passare mai la palla a Mario, che era sì la boa lì in mezzo, ma sembrava talmente vera…
E veniamo agli sconfitti, Cumuli Nembi and Cricket Club: Lorenzo, esilio forzato a S.Elena.
Diego, sottoposto 24 ore su 24 a filmati in cui si distruggono centinaia di botti di vino a cettate e campagne educative sul no all’alcool.
Canizzo, legato mani e piedi e gettato in pasto agli squali riuscirà a salvarsi e si risveglierà naufrago nelle spiagge della sua terra promessa: la Jamaica. Non si avranno più notizie di lui.
Marchino, dopo essere uscito indenne da torture atroci come piccoli buchi su tutto il corpo con il trapano, è stato costretto a far sesso rigorosamente in piedi con ragazze alte 1,95-2,10 metri. E’ stata dura ma la leggenda dice che ce l’abbia fatta forse sfruttando antiche tecniche di arrampicata libera. Subita tale sconfitta, gli organizzatori hanno preparato la contromossa ed hanno organizzato un incontro casuale ed architettato un bacio fortuito con Lucia: qui il Marchino ha vacillato per un istante e poi ha detto “però un po’ mi è piaciuto”.A quel punto è scattata gogna pubblica e successivo allontanamento dal pianeta Terra: ora alleva maiali su Marte e si è sposato con Lucia, frequenta ancora le stangone già citate.
Tutto questo è ciò che ci si è immaginati nel minuto e 27 secondi immediatamente successivi al termine della gara, quando l’afflusso del sangue al cervello aveva sbagliato strada e i polmoni erano chiusi per ferie e si rischiava il ricovero in ospedale.
Una birra gelata fu in grado di resuscitare i morti.



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